Ieri avevamo chiesto alle ragazze di poter scrivere una sola parola nella partita di oggi: vittoria. Questa mattina – lo diciamo per chi non fosse stato incollato al televisore – abbiamo assistito ad una partita EPICA. Una partita leggendaria, infinita, sorprendente, ma soprattutto TRIONFALE. Le Azzurre hanno messo in campo la qualità, la grinta, la consapevolezza, a volte la troppa fretta e l’imprecisione, ma soprattutto il cuore. Un cuore enorme, un cuore che ha iniziato a battere da metà del quarto set e che è infine esploso dopo quel 45° (quarantacinquesimo, signori miei!) punto di Paola Egonu, che ci ha regalato la vittoria e la finale del Mondiale. Un match incredibile, che credevamo di aver incanalato dalla nostra parte alla perfezione nel primo set, in cui non abbiamo dato mai modo alle nostre avversarie di respirare: 25-18. Forse abbiamo creduto un po’ tutti che la Cina avesse le batterie scariche e che le nostre ragazze fossero insormontabili, ma già dai primi scambi del secondo parziale ci accorgiamo che la musica è cambiata. Punto a punto che dura fino al 10, poi la Cina piazza uno strappo con il +3. Noi ci avviciniamo anche a -1, ma nel finale allungano per il 21-25. Terzo set che si apre con un altro allungo delle asiatiche, noi recuperiamo presto e con una serie di 6 punti consecutivi andiamo sul 12-8 che segna il set. Poi Mazzanti mette il pilota automatico e La Cristina Chirichella e le sue compagne di squadra sono pronte per la finale del MondialeNazionale Airlines atterra sul 25-16 (grazie a 2 ace di Egonu): da sottolineare i 2 falli di posizione fischiati alla squadra di Jenny Lang Ping, roba che non si vede neanche in Serie D. Sembriamo ad un passo dalla finale. Ma al quarto set la Cina non è della stessa idea e vuole allungare la partita, anche se noi non le lasciamo scappare; le riprendiamo infatti sul 18 pari, con una Paola Egonu che gioca da sola: francamente troppi palloni alzati sulla nostra opposta, che infatti ne risentirà. Passiamo avanti, ma la partita si gioca punto-a-punto fino ai vantaggi, infiniti, tesissimi, in cui non riusciamo mai a dare la zampata vincente e veniamo infine puniti da Zhu sul 29-31: giocate da fuoriclasse alternati a momenti in chiaroscuro per lei. E allora, tie break. Da qui ha inizio un punto-a-punto asfissiante, eterno, tutti hanno paura di sbagliare. Nella prima metà facciamo fatica coi loro attacchi, ma riusciamo a rispondere sempre bene grazie alle bande e a Danesi. Poi al cambio campo la chiave tattica della partita diventa molto semplice: da una parte la Ding varia molto il gioco e tiene in partita tutte le sue attaccanti, dall’altra lo schema è semplicemente difesa, alzi chi può e palla a Egonu, che negli ultimi 20 scambi è apparsa a corto di ossigeno e non riusciva più a rientrare in partita. Siamo sull’11-11; non sappiamo cosa sia successo a questo punto ma la nostra Paola inizia il suo show: risponde colpo su colpo, ci manda sul 14-12 ma sprechiamo; ancora vantaggi ma al termine di un’azione strepitosa la chiude lei con una sberla fotonica. Record di punti in una partita dei Mondiali (45, ripetiamolo!) e vittoria sudatissima ma strameritata. La nostra battuta, a parte alcuni ace preziosissimi, non è stata efficace e siamo stati perennemente attaccati da primi tempi e fast. Adesso c’è bisogno di raschiare dal fondo del barile per ritrovare le ultime energie e metterle in campo domani, sabato 20 ottobre, nella Finale contro la Serbia, alle 12:40, sempre alla Yokohama Arena, sempre su Rai2. Le abbiamo già incontrate martedì, quando, ce lo ricordiamo bene, abbiamo subito quella che fin qui è l’unica sconfitta del nostro cammino: eravamo già qualificate, perciò nessuno si è scoraggiato per il risultato negativo. Dopo aver vissuto tutte queste incredibili emozioni, andiamo a scoprire le caratteristiche più importanti della Serbia insieme alla nostra Elisa Togut!

Tijana Boskovic, l'arma più temibile della Serbia per la FinaleLa nostra opposta del Mondiale 2002, dopo essersi ripresa dagli sconvolgimenti di questa mattina, vuole ripartire proprio dal match contro la Cina. Ritiene essere stata una partita equilibrata, in cui le Azzurre sono state superlative a tenere bene in tutti i fondamentali ma soprattutto sono state brave nella tenuta mentale, per cui ci sono tutti i presupposti per giocare alla grande anche domani, in una finale di altissimo livello. Affronteremo la Serbia, una Nazionale che gioca finali internazionali e partite di livello già da qualche anno, il che la rende una formazione più esperta della nostra. Ormai però questi dettagli conteranno poco, perchè l’Italia c’è. Il loro terminale offensivo si equivale al nostro: se noi continuiamo a cantare della devastante potenza di Paola Egonu, le slave rispondono con l’incredibile costanza distruttiva di un fenomeno come Tijana Boskovic. Sta disputando un Mondiale favoloso e mette a segno tantissimi punti. Particolare che nel volley non è assolutamente di poco conto: è mancina. Nel primo set e mezzo della semifinale coi Paesi Bassi sembrava andare un po’ al rallentatore, ma poi si è ripresa dimostrando di non essere andata in vacanza anticipatamente. Il centro, fatto di centimetri e potenza, è sempre in perfetta armonia col palleggio di Ognjenovic; inoltre risultano sempre molto ostiche nel muro. Questo fondamentale è comunque una caratteristica della squadra, che sa lavorare molto bene quando deve contenere gli attacchi delle avversarie. Attenzione anche alla clava della Mihajlovic, potentissima da posto4, stamattina inarrestabile. Dal canto nostro, oggi abbiamo fatto la differenza nella difesa, grazie ad una prova superlativa di una super Moki De Gennaro che sta giocando su ritmi spaziali, ben aiutata da Lucia Bosetti (immensa!) e anche da Miriam Sylla. Noi quindi ci siamo, e domani l’Italia deve dimostrare tutto il suo valore, in una finale che proprio non può sfuggirci. Forza ragazze!!!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.