L’Italia non ce la fa, impatta sulla forza devastante della Serbia e cede 3-2. Il Mondiale incredibile delle nostre ragazze si conclude con un tie break amarissimo, in cui le nostre ragazze perdono lucidità e non riescono a riagguantare la Serbia che vince 15-12. Rimane il grandissimo cammino delle Azzure che ci ha portato fino ad un luminoso Argento: abbiamo sfiorato il cielo, cadere da questa altezza fa molto male ma dobbiamo assolutamente concentrarci sul bicchiere mezzo pieno. Rimangono le grandi gioie che ci hanno regalato queste ragazze e i premi individuali: Egonu best scorer è la miglior opposta, De Gennaro miglior libero, Sylla miglior banda (insieme a Zhu) e Malinov miglior regista.

Rivediamo la partita. Un primo set tutto in discesa, con le nostre ragazze che hanno mantenuto il controllo del match senza incontrare particolari resistenze da parte di una Serbia un po’ spenta, scesa in campo senza determinazione, che ha costantemente subito il gioco dell’Italia21-25.

Nel secondo set partiamo bene, ma poi l’Italia crolla con la ricezione e le slave impongono il loro ritmo. Chirurgica Ognjenovic in distribuzione, non troviamo contromisure per gli attacchi dal centro e da Mihajlovic. Entra Pietrini per una Miriam Sylla bersagliata dal servizio nemico, ma il risultato non cambia: 11-19. Nessun ribaltone clamoroso, la Serbia la pareggia con il 14-25, 1-1 e ci ricompattiamo.

Un punto a punto per l’inizio del terzo parziale, poi l’Italia piazza il break (15-12), vantaggio che viene polverizzato subito (18-18). La squadra balcanica è feroce e tenta il colpaccio (18-20), poi ci ricordiamo di avere i centrali con Danesi che stampa Mihajlovic (21-21). Punto a punto finale, poi Egonu decide che i vantaggi non li vuole proprio giocare e piazza la zampata decisiva (25-23). Siamo ad un solo passo dall’Oro, manca un set. Scarica di adrenalina. Ma qui ci vengono i brividi di paura.

Il quarto set comincia subito in salita: le serbe piazzano subito alcuni break, l’Italia riesce a stare in scia (sempre sul -2/-3), ma prima del secondo time out le nostre avversarie piazzano l’allungo decisivo fino al +6. L’Italia prova ad avvicinarsi, ma non c’è verso di raggiungerle: 19:25. Danesi e Chirichella che, complice una ricezione molto precaria, non vengono mai cercate da Malinov; dal canto loro, però, non riescono a contenere le attaccanti serbe col muro. Questa, forse, sarà la chiave della partita. E allora tie break.

Subito Italia che va avanti 2-0, ma la Serbia ci riprende e ci sorpassa (3-4). Poi punto a punto fino al cambio campo, che affrontiamo avanti di 1 (8-7). Si torna a giocare e la Serbia torna a mettere la testa davanti, da qui in avanti non le riprenderemo più. Allungano sull’8-10, Mazzanti prova a scuotere le Azzurre con un time out ma il -2 sarà uno svantaggio incolmabile. Sul 12-13 abbiamo l’opportunità di cambiare la storia del match, ma Sylla non approfitta di una schiacciata facile facile difesa dalla Serbia che, al termine di un’azione molto confusa, riesce a mettere giù il punto. É il colpo decisivo al morale e al punteggio: dal possibile pari, si passa al match point. Alziamo definitivamente bandiera bianca dopo un altro scambio lungo: la stanchezza fa perdere lucidità a Malinov che alza un pallone non perfetto per Sylla che smanaccia ma poi invade. É la fine del sogno.

Svanisce l’Oro, resta l’Argento, per questa Italia a cui non si può proprio rimproverare niente. I ringraziamenti si sprecano per una Nazionale che ha fatto sognare un Paese intero. Grazie ragazze, ora testa al campionato! Perchè poi, dopo l’Europeo, c’è un’Olimpiade da preparare!

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