Al termine della Pool G e della Pool H, che hanno visto qualificarsi alle semifinali Serbia, Cina, Paesi Bassi e Italia, le quattro squadre (insieme a Giappone e Stati Uniti, che si battaglieranno nella finale per il 5°/6° posto) si danno appuntamento a Yokohama, dove venerdì e sabato andranno in scena le sfide decisive per la conquista del Mondiale. Andiamo oggi a fare un riepilogo del cammino e delle caratteristiche principali delle 4 formazioni che si contenderanno l’iride.

La Sebia vola nelle semifinaliSERBIA. La Nazionale di coach Terzic è apparsa, nel corso di questo Mondiale, la squadra di riferimento e la maggior candidata al titolo. Si tratta di un roster completo, coperto in tutti i reparti, solido e concreto in ogni fondamentale. Nel corso della prima fase ha saputo stravincere ogni partita per 3-0, anche contro il quotato Brasile, presentandosi nel migliore dei modi alla seconda fase in cui sono bastate le prime due vittorie contro Messico e Germania per assicurarsi la qualificazione alla Final 6. Per cui le sfide contro Giappone e Paesi Bassi (perse 1-3 e 0-3) sono state affrontate con scarse motivazioni e facendo largo uso di turn-over. Battendo nettamente il Giappone nella terza fase ha di fatto conquistato l’accesso alle semifinali e la vittoria di forza contro l’Italia la lancia come candidata numero uno per la vittoria finale. Come spiegato meglio nello Speciale uscito lunedì sera, l’arma più temibile è in assoluto Tijana Boskovic, opposto 21enne che gioca in Turchia, ad oggi forse la migliore nel suo ruolo. Una tecnica sopraffina mista a una potenza da paura, micidiale sia in attacco che al servizio. Il grave infortunio patito da Bojana Milenkovic (nuovo acquisti di Scandicci) contro il Porto Rico nella prima fase, ha privato la Serbia di una banda molto interessante; adesso il posto 4 di riferimento è la Mihajlovic. Le centrali Veljkovic e Rasic sono molto alte e velenosissime a muro: in generale, è proprio la prestanza fisica la qualità migliore della squadra.

La Cina vola nelle semifinaliCINA. Le ragazze allenate dalla leggenda Lang Ping sono le uniche atlete non europee presenti a queste semifinali. Lo strapotere del vecchio continente si è ulteriormente accentuato dopo l’eliminazione di Stati Uniti e Giappone, a conferma che il volley giocato nei nostri campionati è di livello assoluto. Tuttavia, questa Nazionale rappresenta una vera spina nel fianco da sempre, anche se negli ultimi anni la squadra (ricca di giovani stelle) ha raggiunto il massimo-o quasi-delle sue potenzialità: sono le campionesse olimpiche in carica e vice-campionesse mondiali. Le abbiamo già incontrate e conosciute nella prima fase, nella Pool B, quando le abbiamo superate per 3-1 grazie a una prestazione fantastica da parte delle Azzurre. Per il resto, percorso netto con vittorie anche contro Russia e Usa (nella prima fase) e Usa (nuovamente) e Paesi Bassi (nella seconda fase). L’atleta di riferimento è Zhu Ting, una macchina da guerra, di professione banda, progettata e costruita per vincere. Un’attaccante sempre pronta a pungere e affondare, ma capace anche di un’ottima ricezione e difesa. La giovanissima Xingyu Gong (1997) è l’opposto, anche se qualche volta è stata sostituita dalla talentuosissima Yingying Li, astro nascente (classe 2000) del volley cinese dal futuro già scritto. Molto pericolose anche le centrali Ni Yan e Xinyue Yuan, una sentenza a muro.

I Paesi Bassi volano nelle semifinaliPAESI BASSI. La nostra bestia nera. Negli ultimi anni, le Oranje hanno sempre trovato il modo, per qualche ragione, di metterci in assoluta difficoltà: se dovessimo ritrovarle sabato, bisognerà adottare delle contromisure efficaci, tipo un ferro di cavallo o un quadrifoglio dovrebbero bastare. In questo torneo hanno travolto nella prima fase le padroni di casa del Giappone e la discreta Germania, per poi conquistare le Final 6 battendo la Serbia (in una partita che non si può considerare comunque “reale” per statistiche, visto il largo impiego di riserve da parte della squadra balcanica, come detto sopra), nonostante la sconfitta contro il Brasile. Nella Pool H hanno conquistato il pass per le semifinali sconfiggendo lunedì gli Stati Uniti in un match epico: un primo set dominato in lungo e in largo è stato incredibilmente perso 30-32; andate sotto incredibilmente 0-2, hanno reagito alla grande andando a conquistare gli altri 3 set e vincendo quindi il match per 3-2, condannando gli USA all’eliminazione. Nell’ultima partita è arrivata la sconfitta contro la Cina, che le ha “bloccate” al secondo posto nel gironcino. La trascinatrice della squadra di coach Jamie Morrison è in assoluto Lonneke Sloetjes, che si sta giocando con Paola Egonu il titolo di miglior marcatrice del torneo. Devastante, specialmente quando è in giornata, è anche la novarese Celeste Plak, giocatrice tutta forza e ignoranza, ultimamente migliorata anche al servizio e in difesa, che gioca banda ma all’occorrenza anche opposta: spesso è subentrata in questo Mondiale, potrebbe essere l’arma in più per le semifinali. In assenza di Robin De Kruijf (la giocatrice di Conegliano, ricordiamolo, non ha preso parte al mondiale perchè infortunata) i pericoli maggiori dal muro provengono dalla centrale Yvon Belien, anche se in questo fondamentale la squadra olandese non eccelle particolarmente. La regia, come sempre, è affidata alla “fiorentina” Laura Dijkema, imprevedibile alzatrice che si trova a meraviglia con le sue compagne di nazionale.

L'Italia vola nelle semifinaliITALIA. La nostra Nazionale, in cui riponiamo tutti i nostri sogni. In realtà sappiamo benissimo che il sogno è soltanto uno: inizia per “O” e finisce con “ro“, proprio quello che ci è sfuggito 4 anni fa, a casa nostra. Le altre 3 pretendenti sono fortissime e, forse, hanno complessivamente tutte un qualcosina in più di noi, ma abbiamo saputo conquistarci queste semifinali con un percorso fantastico: abbiamo asfaltato quasi tutti, comprese Turchia, Cina, Russia, Stati Uniti e Giappone. Solo la Serbia è riuscita ad avere la meglio su di noi martedì, in un match giocato da parte nostra non al massimo e senza troppe motivazioni. Siamo arrivati a questo Mondiale in condizioni mentali e fisiche strepitose, anche se nella Pool G abbiamo fatto intravedere piccoli segnali di stanchezza. Detto ciò, Mazzanti è riuscito, dopo 2 anni di lavoro certosino, a trovare la quadratura del cerchio, riuscendo a schierare una formazione equilibrata ma allo stesso tempo devastante. Paola Egonu è la nostra bocca di fuoco: una sparapalloni vivente, confermata opposta, che all’occorrenza può giocare ala: le piace attaccare da posto 4, ma sarebbe limitata dalla sua ricezione non ancora perfetta. In banda abbiamo l’esperta Lucia Bosetti, ritrovata dopo alcune stagioni in chiaroscuro, determinante in ricezione e soprattutto in difesa, in diagonale con Miriam Sylla, esplosa letteralmente in quest’ultimo anno, diventata ormai micidiale in attacco ma bravissima anche in tutti gli altri fondamentali. La nostra capitana, la centrale Cristina Chirichella, si sta confermando su livelli altissimi, in coppia con una fenomenale Anna Danesi, invalicabile a muro. La regia è della giovane Ofelia Malinov, sempre volta ad accelerare il gioco con palloni veloci in distribuzione. La seconda linea è tutta sua: Moki De Gennaro è ancora il libero più forte al mondo. In panchina, una sfilza di giovani promesse pronte a sbocciare già nei prossimi mesi: coach Mazzanti ha già modellato il futuro, in un presente tutto da vivere già dalle imminenti semifinali.

Ricordiamo ora i prossimi impegni, tutti in programma a Yokohama:

Venerdì 19 ottobre, 6:40 – Semifinale 1: Serbia – Paesi Bassi (RaiSport)

Venerdì 19 ottobre, 9:10 – Semifinale 2: Cina – ITALIA (Rai2)

Venerdì 19 ottobre, 12:20 – Finale 5°/6° posto: Giappone – Stati Uniti (RaiSport)

Sabato 20 ottobre, 9:10 – Finale 3°/4° posto: Perdente Semifinale 1 – Perdente Semifinale 2

Sabato 20 ottobre, 12:20 – Finale: Vincente Semifinale 1 – Vincente Semifinale 2

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