zaytsev battuta

La pallavolo è lo sport di squadra per eccellenza: le stesse regole vietano l’egoismo e l’individualità, ma c’è un momento in cui un giocatore solo può cambiare le sorti di una partita, di un torneo o di una nazione intera in un modo che non esiste negli altri sport, come forse soltanto un rigore nel calcio può fare: la battuta. Fondamentale individuale, per la verità l’unico nel nostro sport, è il tallone d’Achille di molti giocatori e il tallone da Killer (Cit) di molti altri. C’è chi ha un suo rituale prima di battere, c’è chi sente la pressione, c’è chi la gestisce e chi la tira sempre e solo al 100%. La battuta è lo specchio del carattere di un giocatore. Abbiamo pensato di ricordarvi qualche momento della storia recente del volley in cui una serie al servizio ha cambiato inerzia ad un set e spesso ad una partita.

1- Tokio, 31 Maggio 2008: Emanuele Birarelli. La float di Birarelli, “L’avvelenata” del Bira è temuta dai ricettori quasi quanto una salto spin. Traiettoria caratteristica da 5 a 5 lungo e molto complicata da gestire sia in palleggio che in bagher. In una combattutissima sul 24-18 va al servizio il centrale azzurro che mette a ferro e fuoco la squadra del sol levante portandoci a vincere una delle partite più sudate degli ultimi vent’anni. Hanno fatto la loro alla grande in questa impresa anche Fei e Zlatanov, non ne fanno più di schiacciatori così!

2- Modena, gara 2 semifinali scudetto 2011: Angel Dennis. Il derby della A22 è una delle partite più sentite e storicamente più equilibrate della superlega, è un po’ il “Clasico” della nostra serie A. Quell’anno poi fu scontro tra fenomeni veri, da una parte della rete c’era probabilmente il 6+1 più forte della storia trentina, mentre dall’altra parte c’era uno sbarbato Bruno in diagonale con il signor Angel Dennis che quella sera aveva deciso che era di fretta e che voleva mangiare i tortellini. Una serie al servizio spaventosa, con una battuta in salto che in quel di Modena evoca ancora dolci ricordi (cercare alla voce Sartoretti per ulteriori informazioni). Juantorena prima di addormentarsi la notte controlla che sotto il letto non ci sia Dennis.

3- Firenze, World League 2013: Ivan Zaytsev: Che l’ivano nazionale ami particolarmente scagliare elettrodomestici di varie forme e dimensioni dalla linea dei nove metri non è certo un mistero, ma quella volta fece proprio un capolavoro. Dopo una gara condotta interamente da top scorer si è ricordato che non avendo mai giocato al Mandela forum non sapeva se ci fosse l’acqua calda nelle docce. Quindi, mandati i compagni a controllare, l’ha chiusa in scioltezza lui con quattro aces di fila contro gli Stati Uniti. Speraw minaccia i suoi giocatori di portargli Zaytsev se non si comportano bene durante gli allenamenti.

4- Rio de Janeiro, Olimpiadi 2016: Ivan Zaytsev: passano gli anni ma il ragazzo continua ad applicarsi. E’ Italia contro Stati Uniti in quel di Rio, è la semifinale olimpica e dopo un quarto set punto a punto gli americani ci stanno surclassando nel corridoio del set. Ma il biondino con la cresta e il numero 9 ha qualcosa da dire anche questa volta. Una serie al servizio al fulmicotone, le prime tre palle vengono rigiocate magistralmente dalla squadra, le ultime tre sono un assolo: tre aces di fila (Uno con la gentile partecipazione di San Check) e gli Stati Uniti vedono scivolare il set tra le dita per poi perdere malamente al Tie Break. Se chiudete gli occhi potete ancora sentire “E’ il loro incubo, ha la cresta e risponde al nome di Ivan Zaytsev”. Clicca qui per vedere il video.

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