cubani capitali

La pallavolo e specialmente la superlega, si sono sempre poste come uno sport di alto livello ma tutto sommato “Low Cost”. Gli ingaggi sono sempre stati più che ragionevoli così come i capitali e il livello di gioco si è comunque sempre mantenuto leonabbastanza buono (anche se con qualche alto e basso). Ma le cose stanno cambiando in maniera repentina. Se prima una squadra di media classifica si poteva allestire con un budget di un pacchetto di patatine e due goleador adesso anche per rimanere soltanto a galla sono necessari forti investimenti. Fino a due anni fa i campionati li hanno vinte squadre che contavano tra le proprie file due o tre fenomeni assoluti e tre giocatori di buon livello ma comunque a “Buon prezzo” (se si esclude la Trento dei fenomeni che ha vinto tutto il vincibile con una squadra faraonica). Dal 2016 non è più così. Civitanova e soprattutto Perugia hanno alzato l’asticella del gioco e dei capitali e ora se si vuol competere c’è da sborsare. La scuola di riferimento è sicuramente quella di Kazan che si può permettere con un unico sponsor, il colosso del gas Gazprom, di prendere qualunque top player sulla faccia della terra e di convincerlo a giocare al freddo e al gelo con la promessa di alzare qualunque trofeo e di riscaldarsi con gli zeri sul conto corrente. Parlano chiaro i fatti, sette champions league, di cui quattro consecutive. E le Italiane non vogliono più stare a guardare, arrivare in finale per poi dire “Fuori a testa alta”. Quindi si sono date da fare quest’anno e taglieranno con l’asso l’anno prossimo. Modena e Trento, come tutte le realtà con un passato vincente, ci hanno messo un po’ a capire il nuovo format, ma per il 2019 anche dalle dolomiti e dalla ghirlandina inizieranno a piovere soldi. I primi colpi di mercato, Lisinac e Zaytsev (?) parlano chiarissimo. Ma Perugia e la Lube rincareranno la dose con aquisti del calibro di Leon e Leal che rischiano di spostare ancora più fortemente gli equilibri. Come controparte a questo sfarzo ci sono realtà che non possono permettersi di tenere certi ritmi e che stanno rischiando di sparire come Piacenza. A testimoniare la bontà dell’idea del presidente Sirci di alzare la posta in palio ci sono non solo i trofei che ha alzato quest’anno Perugia ma anche la stima dell’Emma Villas Siena che ha come obbiettivo, dopo la promozione, l’affermazione tra le prime quattro del campionato e ha dichiarato di vedere nel percorso della Sir Safety una strada da seguire. Signori, mettetevi comodi e gustatevi lo spettacolo: benvenuti nel campionato dei fenomeni, benvenuti nell’era della pallavolo dei capitali.

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