Dopo due settimane caldissime, la Nazionale italiana è finalmente giunta all’ultimo atto del suo Mondiale casalingo. Un cammino, quello percorso fino ad ora, certamente auspicato da tutti ma non scontato. I nostri campioni, infatti, hanno raggiunto il traguardo della Final 6 di Torino con pieno merito, giocando bene ed entusiasmando il pubblico di Roma, Firenze e Milano. Sospinti dall’affetto e dal calore di milioni di italiani, i ragazzi di coach Chicco Blengini si tuffano nella Pool J insieme a Serbia e Polonia: da questo nuovo girone, le prime due qualificate accederanno alle semifinali di sabato. La prima sfida andrà in onda questa sera, mercoledì 26 settembre alle 21:15, al PalaAlpitur di Torino e si svolgerà proprio contro la Serbia. Come di consueto, analizziamo questa Nazionale con l’aiuto dell’immancabile Samuele Papi!

Nikola Grbic guida la Serbia in questo MondialeLa Nazionale Serba, così come la conosciamo oggi, esiste dal 2006. Precedentemente infatti, era inserita prima nella Jugoslavia (dal 1992 al 2003) e poi dopo nella Serbia e Montenegro (2003-2006). Negli ultimi 6 anni non fa più parte della Serbia la regione del Kosovo. Per semplificare tutte queste divisioni di natura politica, consideriamo i risultati di tutta la storia sportiva a cominciare dal 1992 e, per comodità, verrà sempre definita come “Serbia“. Fatte queste premesse, la Nazionale serba conta molte vittorie nella sua storia, ricca di campioni e grandi talenti. Il successo più significativo si è registrato nel 2000 ai Giochi di Sydney, con la conquista dell’Oro. Per ben due volte, invece, venne conquistato l’Oro in un campionato europeo: nel 2001 e nel 2011. Al vicino 2016 bisogna ritornare per leggere la Serbia nell’albo d’oro della World League, mentre è del tutto assente in quello di un Mondiale. Infatti, il secondo posto nel 1998, proprio nell’anno del debutto ad una fase finale mondiale, è ad oggi il miglior risultato: e ce la ricordiamo bene, noi italiani, di quella finale contro la Jugoslavia… In questo Mondiale, gli uomini di Nikola Grbic hanno mostrato tutte le loro qualità arrivando secondi nel girone di ferro, la Pool C. Nel debutto, sono stati sconfitti per 3-2 dagli Stati Uniti, poi si sono ripresi e hanno battuto, nell’ordine, Camerun (3-0), Tunisia (3-1), Australia (3-1) e Russia (3-2). Anche la seconda fase non è stata una passeggiata: la Pool H ha infatti riservato loro la Polonia, la Francia e l’Argentina. La vittoria nella prima giornata per 3-2 sulla Francia ha spianato la strada; il 3-0 seguente ai danni dell’Argentina ha consegnato la qualificazione alla nazionale serba, che ha potuto scendere in campo contro la Polonia senza la pressione del risultato, perdendo infatti per 3-0 in un match dal profumo di biscotto ai danni della Francia, che ha salutato anzitempo la manifestazione. Si tratta senza dubbio di una delle squadre più forti al mondo, vantando tra i titolari e le riserve giocatori di spessore assoluto. Jovovic, Atanasijevic, Luburic, Podrascanin, Lisinac, Kovacevic, Ivovic, PetricNominarli tutti insieme mette una certa paura… 

Adesso, come sempre, è giunto il momento di cedere la parola a Samuele Papi! Innanzitutto, il Fenomeno mette in evidenza il fatto che tutte le squadre giunte a queste finali del Mondiale sono formazioni di altissimo livello, probabilmente le 6 squadre più forti al mondo: per questo motivo, non ci sono Nazionali di livello inferiore. Tuttavia, fra tutte, l’Italia si è ritrovata nel girone forse i 2 team più “abbordabili“, anche se questo è un termine fuorviante. Certo è che a vedere la Russia che ci ha sconfitti, fisicamente devastante, e gli Stati Uniti, schiacciasassi fino a qui, non ci è andata poi così male. Fatta questa premessa (nel frattempo ci siamo tutti grattati ciò che potevamo grattare), bisogna dire che i giocatori serbi e italiani si conoscono quasi a memoria: infatti, molti tra gli atleti che scenderanno in campo hanno giocato spesso contro o addirittura nella stessa squadra di club. Un elemento da non sottovalutare è l’orgoglio: sappiamo bene che tutte le popolazioni slave, quando indossano i colori del proprio Paese, tirano fuori motivazioni ed energie supplementari, per cui non molleranno neanche un millimetro e saranno aggressivi (in senso sportivo, naturalmente) su ogni pallone. Perciò sarà una partita molto difficile, combattuta e intensa anche per questo motivo. Possiedono dei centrali di caratura internazionale: Lisinac e Podrascanin (che giocano nel nostro campionato) sono molto temibili in attacco, quindi sarà fondamentale tenere alto il livello di battuta (senza regalare troppi punti commettendo errori) per limitare al massimo il loro gioco al centro. Così facendo, si tenderà a spostare il gioco in banda (con Kovacevic e Ivovic) e sull’opposto (Atanasijevic o Luburic) e utilizzare bene il nostro sistema di muro-difesa. Certo, non che in questi ruoli giochino degli scappati di casa, però un gioco veloce sarebbe sicuramente più difficile da leggere e da contrastare. La chiave sarà quindi riuscire a sporcare più attacchi possibili, senza cercare a tutti costi il muro diretto, per poter dare modo alla nostra seconda linea di tirare su più palloni possibili e andare poi al contrattacco. La febbre sta crescendo: tutti insieme, uniti, questa sera, per tifare gli Azzurri!

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