opposto

Il ruolo dell’opposto nella pallavolo sta subendo un’evoluzione radicale che potrebbe tranquillamente essere analizzata con un parallelismo con l’evoluzione della prima punta nel calcio. Se infatti fino a dieci anni fa era sufficiente che un attaccante la buttasse dentro, adesso è chiesto anche alla punta un ruolo di lavoro sporco, fatto di coperture di difese e di ripiegamenti. Allo stesso modo è cambiato il ruolo dei nostri cari oppostoni. Ma in che modo? In primis con un innalzamento del tasso tecnico richiesto: fino a qualche anno fa gli opposti venivano da una carriera da centrali (Fei e Djuric, soltanto per nominarne due) entrambi i ruoli infatti hanno bisogno di potenza in attacco e compostezza a muro (L’opposto deve comunque vedersela a muro con il posto 4, il secondo attaccante della squadra per numero di palloni solitamente). Ad oggi i migliori opposti hanno invece dei trascorsi come bande: Da Zaytsev a Kurek passando per Anderson e Mikhaylov. Qual è il motivo? Semplicemente una fisiologica evoluzione della pallavolo. Un top team non può più permettersi di avere un giocatore che sia sostanzialmente inutile in una fase fondamentale del gioco come la ricezione (Ricordiamo che l’opposto da manuale della pallavolo dovrebbe stare fuori dalla ricezione). Dunque i vari bomber hanno iniziato a fare anche tanto lavoro sporco, specialmente in seconda linea e durante la P1, sacrificandosi per una ricezione a 4 su battitori in salto particolarmente temibili o addirittura per coprire uno schiacciatore che sta andando in apnea nel fondamentale. Quella della P1 è un’altra tematica molto calda riguardo all’evoluzione di questo ruolo. Infatti un opposto che abbi giocato come schiacciatore ricevitore è in grado di garantire anche fluidità nel cambio palla in questa rotazione non avendo grossi problemi ad attaccare da posto 4 (No, forte a caso non vale come saper attaccare da 4). Esempio lampante è lo Zenith Kazan che avendo un opposto ex schiacciatore e uno schiacciatore ex opposto gira la P1 come le altre rotazioni. Un altro vantaggio di avere un “Opoosto2.0” sarebbe quello di poterlo usare come cambio nel caso uno schiacciatore non renda a dovere (Vero Mister Blengini?) ma qui si passa dalla tematica dell’evoluzione a quella del cambio

 

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