Se siete su questa pagina è perchè anche voi, come noi, probabilmente avete un amore incondizionato per questo sport. La pallavolo infatti è uno sport che ti prende nel profondo, o non lo consideri nemmeno di striscio oppure inizi ad amarlo a tal punto da guardare anche una partita della prima divisione Uzbeka nelle uniche due ore di tempo libero che hai durante il giorno. E’ una cosa graduale per alcuni e invece altro passano da un giorno all’altro da non sapere cosa sia una pipe a fare un’analisi sul gioco dei migliori palleggiatori del presente e del passato (e perchè no, anche del congiuntivo). I più intraprendenti di questi nuovi innamorati un giorno hanno voluto provarla sulla propria pelle: si sono fatti coraggio, hanno preso uno zainetto e sono andati a provare a giocare nella squadretta del paese. Quello è il magico momento in cui capisci che quello che sembrava facile in realtà è difficilissimo. Perchè diciamocelo, ci sono sport che sembrano difficili anche a prima vista: che il pattinaggio artistico sia complesso se ne accorge anche chi il ghiaccio l’ha visto solo nel Mojito (per restare in tema di olimpiadi invernali), la pallavolo invece vista in TV sembra abbastanza semplice, anzi dopo due o tre partite puoi anche dire cosa avrebbe dovuto fare il giocatore, e spunta l’immancabile “Ma dai ce la facevo anche io”. Ecco, no. Non ce la fai anche tu. Perchè appena ti mettono a fare due o trecento bagher a muro (perchè ti metteranno a farli, è sicuro) ti renderai conto che la palla fa quello che vuole lei, e che le braccia che pensavate che fossero dritte hanno invece mille e uno spigoli. Migliorerete certo, vi comprerete un bel paio di scarpe fosforescenti e inizierete a venire convocati alle prime partite. Una grande emozione la prima volta, già vi vedete nei panni di Zaytsev a Firenze mentre in un momento di difficoltà scuotete la squadra e venite celebrati come l’eroe di giornata. Ecco, nemmeno questo. Il campo non lo vedrete nemmeno per sbaglio e il vostro momento di gloria saranno quei 40 minuti di riscaldamento. Continuerete a migliorare, ma gli altro saranno sempre una spanna sopra. Certo, non vale per tutti, ci sono alcuni che hanno il talento (o magari i centimetri) e un posto da titolare lo strappano, ma ce ne sono altri che le partite le vedranno tutte sedute in panchina. Eppure l’amore per questo sport resta immutato, anche se è difficile spiegare ai genitori, agli amici e ai parenti perchè si continui a farsi del male, ad uscire dai palazzetti di una trasferta a 50 km da casa con le lacrime agli occhi perchè l’allenatore ha deciso di non farvi entrare nonostante foste 20 a 2. Il fastidio nel vedere la propria squadra che perde e lo scontrarsi contro l’impossibilità di dare il proprio contributo. Ti giuri di smettere, non capisci il senso di continuare a provare, a far collimare gli orari a fare le corse per allenarsi se poi il tuo sforzo è inutile. Eppure lunedì sarai di nuovo in palestra a smadonnare, e ogni volta che prenderai in mano quella palla ti spunterà un sorriso. Perchè in fondo qualche amore non è corrisposto, ma questo non lo rende meno bello.

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