La scorsa settimana abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con quello spilungone di Daniele Mazzone. L’ospite di oggi, invece, è uno dei nostri giocatori preferiti: abbiamo avuto l’onore di tormentare, tra una domanda seria e troppe stupidaggini, il monumento all’ignoranza Uros Kovacevic! Vediamo un po’ cos’avrà avuto da dirci il talento serbo…

Ciao Uros! La prima domanda riguarda il Mondiale! Avete giocato alla grande ma, dopo aver battuto l’Italia (mannaggia a voi!), avete perso contro la Polonia (anche se la sconfitta era ininfluente), il Brasile e gli Stati Uniti, concludendo al quarto posto. Cosa è mancato alla Serbia per raggiungere almeno una medaglia?

Uros Kovacevic con la maglia della Serbia durante la finale per il 3°/4° postoGuarda… Io ancora penso, penso, penso a cosa mancava e ancora non mi viene in mente una risposta giusta per dire: “Ci mancava questo”. Abbiamo giocato bene tutto il torneo e alla fine non siamo riusciti a raggiungere il nostro obbiettivo che era quello di vincere almeno una medaglia, perchè avevamo una squadra in grado di vincerla. Ti dico, non mi viene ancora una risposta giusta. Comunque il Brasile ha battuto molto forte e ci ha messi sotto, contro gli Stati Uniti invece abbiamo combattuto molto per il terzo set, ma non è stato abbastanza…

…in compenso la Nazionale femminile ha vinto l’Oro! Eh, quest’anno la Serbia ha asfaltato l’Italia… Prima o poi il vento cambierà! Passiamo ora alla tua squadra di club. L’anno scorso avete avuto una stagione molto difficile, con un inizio in salita: poi pian piano avete ritrovato i risultati ma non siete riusciti a raggiungere neanche una finale nelle competizioni che avete affrontato (Supercoppa, Coppa Italia, Champions League, Campionato): come giudichi la passata stagione?

Io penso che dobbiamo essere contenti per quello che siamo riusciti a fare perchè, per come abbiamo iniziato, abbiamo avuto paura di non riuscire ad entrare neanche ai Play-Off… poi ci siamo ripresi. Eravamo tutti nuovi, poi io mi ero fatto male e ho giocato la prima partita all’undicesima giornata contro di Sora… Sì, son è che perdevamo perchè non giocavo io, ma era diventata una stagione difficile per tutti noi, ma alla fine abbiamo imparato tanto. Come hai detto tu, non siamo riusciti a giocare nessuna finale, però, per come abbiamo iniziato, abbiamo finito molto bene. Siamo riusciti a sconfiggere 2 volte Perugia in casa [nelle Semifinali Scudetto], poi loro hanno praticamente vinto lo Scudetto in casa. Perciò bravi a loro, ma bravi anche noi perchè siamo stati in grado di portarli almeno a gara-5: erano una squadra con più qualità e alla fine hanno vinto. In Champions League invece siamo usciti ai quarti contro Civitanova, una squadra fortissima, sono contento per il percorso che abbiamo fatto.

Quest’anno invece Trento ha fatto degli acquisti importanti come Lisinac, Russell, Grebennikov, Candellaro ed è tornato Nelli. La squadra si è quindi rinforzata notevolmente rispetto all’anno scorso. Pensi che rientri tra le favorite sia per le coppe italiane che per i tornei internazionali come Coppa CEV e Mondiale per Club? Puntate a vincere in ogni manifestazione o rimanete coi piedi per terra?

Uros Kovacevic con la maglia di TrentoLa parola giusta è proprio “volare basso”, perchè dobbiamo stare sempre coi piedi per terra. Abbiamo giocato benissimo in Supercoppa anche se abbiamo perso contro Modena, che è stata molto brava; ma noi lavoriamo duro ogni giorno, ci prepariamo e il nostro obbiettivo è di prendere tutti i punti possibili e di giocare al meglio contro tutti, ogni partita. Siamo una squadra molto forte e sono veramente molto orgoglioso di essere parte di questa squadra e di questa società, che è una delle più belle e una delle più forti nel mondo della pallavolo. Noi andiamo avanti per la nostra strada, spero a maggio che saremo tutti contenti!

Invece adesso ti chiedo: perchè hai iniziato a giocare a pallavolo? Ti ha convinto tuo fratello?

I miei zii e mio padre hanno giocato a pallavolo, poi mio cugino e anche mio fratello… Praticamente la pallavolo è nel nostro sangue! Io non avevo dubbi che avrei giocato a pallavolo! Sono sempre stato appassionato, anche quando guardavo mio fratello mentre giocava ad alto livello, e questo era solo uno stimolo per me ad andare avanti e diventare un giocatore professionista.

Chi è l’avversario più forte (di qualsiasi ruolo) che tu abbia mai incontrato? E chi è invece il giocatore, che gioca attualmente o che ha giocato nel passato, che ricopre il tuo stesso ruolo da cui prendi maggiore ispirazione?

Uros Kovacevic contro Earvin Ngapeth[Ci pensa su un po’…] Devo dire che sono stati tantissimi giocatori forti contro cui ho giocato, indicarne soltanto uno è molto difficile, devo pensarci un po’… Direi che uno dei più forti è Tetyukhin. Quando ho iniziato il primo anno a giocare in Champions League in Slovenia, guardavo lui che aveva già 38 anni, spaccava tutto. Io lo guardavo e pensavo: “Voglio essere come lui!”. In quel momento lui era “tanta roba”. Per quanto riguarda il giocatore da cui prendevo ispirazione… be’, ce ne sono tanti che guardavo, uno di questi è Earvin [Ngapeth], lui aveva 2 anni più di me, è un giocatore speciale, uno dei più forti del mondo! Cercavo di prendere qualche movimento di come attacca e di come si muove, è un fuoriclasse. Ma lui è uno dei tanti, guardavo anche Miljkovic; poi c’è Vujevic, un fenomeno, campione olimpico, che giocava a pallavolo con tanta disinvoltura, ero entusiasta nel guardarlo.

In quali aspetti Uros Kovacevic deve migliorarsi ancora?

Ci sono tante cose che devo migliorare ancora, tanti aspetti del gioco… Sicuramente tanto il muro; anche la ricezione devo migliorare un po’.

Le domande serie le abbiamo già finite… Totò Rossini ci ha rivelato che, quando sei arrivato a Modena, eri molto legato a Dante Boninfante, che tra l’altro hai ritrovato anche a Trento. Ci ha raccontato che eri sempre appiccicato a lui e, ogni volta che lo perdevi di vista, iniziavi a urlare “Danteeee! Danteeeeee!”. Una volta addirittura lo avete perso sul serio… Ci racconti cos’è successo?

Ma sì, quello era proprio per ridere, non ero serio! In quell’occasione invece avevamo fatto una passeggiata e non trovavamo più Dante, allora: “Dov’è Dante?”, “Non c’è Dante!”… Poi questa cosa è diventata bella e tutti ci scherziamo… Ma lui è stato mio compagno di stanza quando giocavamo a Modena e qua sono già due anni insieme a Trento: lui è un mio grande amico prima di tutto, è una bellissima persona, ho tanta stima di lui! Se ho qualche problema, anche privato, vado da lui a chiedere: “Guarda fra’, cosa faccio…?”, sia nelle questioni di pallavolo sia per la mia vita privata, perchè è una persona che può darti tanti consigli buoni, anche adesso.

Sei più forte tu o tuo fratello? Ma soprattutto, chi è il più pazzo tra i due?

Secondo me, se devo essere… come si dice? Ah sì, de devo essere proprio politicamente corretto, devo dirti che… [e qua cincischia]

Dai diciamo la verità, sei tu il più forte tra i due!

Nikola Kovacevic[Ride un bel po’] Allora perchè lo chiedi se lo sai già? Qualche anno fa lui era fortissimo, in Nazionale io ero in panchina e lui giocava! In campo però lui non è mai stato un pazzo, io invece non vorrei esserlo in campo: quando giochi bisogna essere concentrati e metterci il cuore, ad ogni punto io esulto come se fosse l’ultimo, è una festa! Per questo sono così: invece mio fratello è assolutamente più tranquillo.

Ogni mese ci delizi con qualche capigliatura o qualche taglio di barba molto appariscente: come terrai i capelli prossimamente? E, soprattutto, te li vedremo mai di un bel fuxia?

Uros Kovacevic con i capelli tinti di biondo Io vado a periodi, quando voglio cambiare lo faccio spesso e volentieri… Invece adesso sono in un periodo in cui non mi viene in mente niente. Forse un giorno li faccio fuxsia, sicuro, ma per adesso no: dipende dal “mood”, da come mi sento…

Adesso siamo pronti per l’ultima domanda: voi, in quest’ultimo anno, avete mai fatto uno scherzo ad Angelo Lorenzetti?

No, purtroppo come ho detto prima la scorsa stagione è stata difficile, abbiamo dovuto metterci tanta attenzione: dovevamo vincere proprio tutte le partite possibili! Non eravamo nella giusta condizione, a nessuno è venuta voglia di scherzare, pensavamo solo a prepararci, allenarci e giocare: gli scherzi li fai quando le cose vanno bene, purtroppo l’anno scorso non è andato molto bene, magari quest’anno pensiamo a qualcosa…

E dopo questa promessa finale, ringraziamo il mitico Uros Kovacevic per la disponibilità! Ci diamo appuntamento la prossima settimana per una nuova intervista, molto speciale

 

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