Per coloro che hanno imparato a leggere (Ma braaaavi!) abbiamo creato una rubrica per conoscere meglio il mondo di coloro che, a livello professionistico, giocano a Pallavolo. Non ci fermeremo alla prima querela, benvenuto a : La Doppia – Pallavolisti Brutti incontra… TOTO’ ROSSINI!

Sei stato il prima giocatore che abbiamo incontrato, era doveroso portare la nostra rubrica a un personaggio che è la genesi della nostra Ignoranza. Ciao Totò!

Ciao ragazzi, non potevo non accettare, sono pronto per rispondere alle vostre domande platoniche.

Prima domanda per rompere…il ghiaccio. (e non i mikasa) Analizzando il tuo profilo, ho notato che non hai fatto un super salto di categoria come alcuni tuoi colleghi, ma hai attraversato con fatica, impegno e fango dei palazzetti luridi di provincia tutte le varie categorie prima di arrivare in A1! Raccontaci questa scalata.

Esatto io le ho fatte TUTTE. Dalla Prima Divisione alla serie A1. Anche il torneo delle provincie, mi manca solo il green volley. E una cosa di cui vado fiero è che le ho vinte tutte, o quasi, solo la Serie A2 manca nel mio palmares personale. Ho fatto Prima Divisione, Serie D, Serie C, Serie B1 e B2, A2 e A1.

Da Latina a Modena. Al Tempio del Volley, alle competizioni Europee, alla possibilità di giocarti tutto in una società che ha vinto tutto, in una terra dove la pallavolo è sacra. Come ti sei sentito quando ti è arrivata la chiamata dai Canarini?

Quando parlai con Sartoretti, (e parlare con Sarto per uno sportivo è una cosa fantastica), pensai subito ad una sfida importante per me e per la mia carriera. Andare a giocare in un palazzetto dove sono stati vinti tantissimi trofei, dopo si sente il peso di essi negli stendardi appesi su nel soffitto, era una cosa che mi faceva capire l’importante del progetto di Modena e quanto la società credeva in me. Era anche il periodo dell’inizio di un nuovo progetto, con giocatori dal calibro di Earvin e Bruno, un grande allenatore come Lorenzetti che era stato l’ultimo a vincere lo scudetto a Modena. C’erano delle basi molto più che stimolanti. Mi sono sentito molto carico. Giocavo in Nazionale, ma sentivo la mancanza di competizioni più importanti, con Latina abbiamo fatto delle belle stagioni, ma non abbiamo raggiunto obiettivi come la F4 di Coppa Italia, la Finale Scudetto o la F4 di Champions. E Modena mi ha permesso non solo di giocarle queste competizioni, ma anche di vincerle portare a casa trofei. 

Abbiamo chiesto a Lanza (sponda Trento) la differenza da Angelo e Rado. Adesso tocca a te, sponda Modena, mostrarci la tua prospettiva riguardo questi due allenatori.

Sono due grandissimi allenatori, non c’è altro da aggiungere. Con Lorenzetti abbiamo vinto dei Trofei, con Rado stiamo costruendo una squadra per continuare ad arricchire la nostra bacheca. Siamo un bel gruppo, stiamo entrando nel vivo di questa stagione e daremo il massimo per portare a casa quante più vittorie possibili!

Tu giochi da tanto tempo, e con il passare degli anni si è “evoluto”, se cosi possiamo dire, il concetto di Libero. Molti utilizzano il doppio Libero Ricezione/Difesa. Ed è più coinvolto nell’azione di costruzione del punto quando il palleggiatore difende, con alzate talvolta rischiose quanto spettacolari. Cosa ne pensi tu?

Secondo me non bisogna concentrarsi solo sulla difesa o sulla ricezione. La mio visione non vede un “libero adatto per la difesa” e un “libero adatto per la ricezione”. Dobbiamo imparare ed essere efficienti in entrambi i reparti, solo così possiamo dare il meglio di noi stessi, senza limiti. Sono più convinto nel Libero che interpreta entrambi i ruoli. Il nostro ruolo deve essere fatto in maniera completa. Il nostro lavoro comprende anche un aspetto psicologico molto importante, bisogna essere “tranquilli e aggressivi”. Spiegato : devi essere aggressivo per poter prendere tutte le palle in difesa, ma tranquillo cercando di non strafare e di trovare quell’attivo giusto che ti permette di arrivare a salvare quella palla. Questo discorso va fatto sia per la difesa e sia per la ricezione.

Hai un rituale prima delle partite?

Non più, ahaha. Sono diventato bravo. Quando giocavo in nazionale mettevo sempre le cose in ordine prima di giocare, sistemavo armadietto, scarpe, accessori. Credevo quasi che mi dessero più possibilità di vincere (ride). Invece mi sono accorto piano piano che era una grande cavolata, che vincevamo anche senza le mie “sistemazioni maniacali”. 

A Marzo ci sono le Elezioni, uno Slogan per il prossimo ministro della difesa : Salvatore Rossini.

“La tranquillità di essere aggressivi” . Perché la frase “La difesa è il miglior attacco” ha rotto un po i mikasa. 😛 Come la frase “Quando la vita ti fa un muro tu gioca mani e fuori”. Ma no, no! Se ti si presenta un muro, TU SFONDALO!

Non poteva mancare la domanda “Rio2016”. In battuta hai fatto sognare tutta l’Italia. Immagino tu abbia spolverato questo fondamentale in allenamento…no?

No no, ti racconto com’è andata, perchè è stato quasi da infarto per me. Stava per andare Lanza in battuta e Blengini mi chiama dicendomi “Entra”. Io allora ho pensato “Ok adesso batte e poi entro io per la difesa”. Quando Pippo si avvicinò alla linea dei 9 metri Chico mi disse : “Nono entri tu in battuta, adesso!”. “In battuta?” “Sisi in battuta”. La mia ultima battuta in una gara ufficiale, in un sei contro sei, risale al trofeo delle regioni. Con il laccio al posto della rete, quando ancora era una banda, la quarta. Entravo al posto del centrale per la difesa. Prima di me andavano in battuta Ivan, Osmany, Pippo, gente che la palla la tira a più di 100km/h, poi arrivai io, che al massimo andava a 50km/h, avevo uno scooterino. Pensa che l’Iran mi batteva addosso per evitare la pipe (ride). E mi hanno pure regalato uno “/” (La battuta di Totò viene ricevuta male dagli avversarsi e ritorna nel campo dell’Italia) ed abbiamo fatto pure punto dopo. Mi ricordo che ne ho sbagliata una, e mi hanno “offeso” per tutta l’olimpiade ahaha. Il mio turno in battuta oltre che ad essere produttivo per il fattore campo, dava anche una sorta di positività al gruppo, buon’umore tra di noi, e con il sorriso sulle labbra si riesce a giocare meglio. 😉

Hai avuto due compagni molto “energici” dentro e fuori dal campo. Ngapeth e Kovacevic. Ci racconti un aneddoto?

Uros è tanta roba. Mi ricordo il primo anno che eravamo a Modena, eravamo a Gubbio per un torneo e lui non parlavamo molto bene l’Italiano, ma era molto simpatico! Praticamente lui era compagno di stanza di Dante (altro mitico che saluto!), e lo vedeva come una sorta di guida, quindi quando non lo vedeva più, anche nel giro di 20 cm, cominciava a urlare “Dov’è Dante?! – Dov’è Dante!?”. E Dante usciva usciva diceva “Sono qua Uros!”. Un giorno a Gubbio post allenamento, usciamo dalla palestra per andare al ristorante e allora Uros comincia a fare di nuovo “DOV’E’ DANTE!?” . Noi eravamo tranquilli perchè lo ripeteva sempre anche per la minima cosa. La cosa buffa è quella che volta Dante si era perso davvero, avevamo perso Dante! Ed Uros se n’era accorto! Non riuscivamo più a trovare Dante. Alla fine era rimasto in bagno. (ride)

Grazie mille totò! A presto! Grazie a voi ragazzi!

“La Doppia” si fermerà per qualche settimana. Ci stiamo organizzando al meglio per la Coppa Italia, cercheremo di portarvi più contenuti possibili e molte ignorantate da Bari, a presto!

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