Una settimana dopo l’intervista a Serena Ortolani, rieccoci qui di fronte all’imponente Marko Podrascanin. Sovrastato (anche se solo telefonicamente) dalla mole del gigante buono, mi sono sentito a disagio a fare domande tanto demenziali: eppure il buon Potke non mi ha scaraventato la cornetta in faccia, ma al contrario non si è mai tirato indietro. In attesa di una denuncia, ecco a voi la puntata di oggi!

Ciao Potke, diamo il benvenuto anche a te in questa intervista! Innanzitutto vorrei farti una domanda molto personale… Nel tuo Paese quando eri giovane hai vissuto in prima persona il dramma della guerra… Questa terribile esperienza ti ha formato come persona, nel tuo carattere?

Mah, sì, più o meno, ma non tanto. Ero troppo giovane ma soprattutto era lontano dalla mia zona. Comunque non posso dire di averne “approfittato”, sarebbe la cosa più brutta che possa dire, ma mi ha fatto capire il vero valore della vita, cosa è fondamentale e bello di essa. Ma come dicevo, ero piccolo e non capivo molto bene cosa succedeva intorno: ma se vuoi chiedere a qualsiasi serbo, ti risponderà che ha capito il vero valore della vita.

Passiamo ora ad un tema più leggero, parliamo di sport: sei stato tantissime stagioni alla Lube e hai vinto tanti trofei: qual è la stagione che ricordi con più piacere tra quelle trascorse nelle Marche?

Marko Podrascanin vince il primo scudetto con la maglia della LubeA parte la prima stagione, che è sempre la più bella… Sono arrivato in una delle prime squadre al mondo, era un mio sogno giocare per la Lube. Lì sono cresciuto, sia come giocatore che come persona fuori dal campo, sono rimasto 8 anni e 8 anni non si possono dimenticare. Però sicuramente l’anno del primo Scudetto, che era il 2012, diciamo che è il migliore perchè abbiamo battuto a Milano in finale Trento che quell’anno lì era veramente una squadra imbattibile: perdevamo 2-0 e abbiamo vinto 3-2 [con un tie-break terminato sul 22-20!]… Il miglior anno alla Lube…

Andiamo alla tua avventura alla Sir Safety Perugia: ci puoi raccontare qualcosa di particolare su Wilfredo Leon?

Già a febbraio quando le voci giravano sulla possibilità che lui venisse nella nostra squadra ero emozionato. Lo conosco da tanti anni, stiamo parlando del giocatore più forte del mondo in questo momento, ci ha dato una grande spinta. Si vede, è uno che fa veramente la differenza, ma è un ragazzo proprio tranquillo e sereno fuori dal campo: proprio un compagno di squadra che tutti vorrebbero.

L’anno scorso avete vinto il Triplete, dominando in Italia per tutta la stagione; quest’anno avete iniziato perdendo la Supercoppa in casa: pian piano il vostro livello di gioco si sta alzando, pensi che sarete i favoriti quest’anno? E se no, chi è per te la squadra favorita? Inoltre, pensi che potrete riuscire a vincere la Champions League?

Marko Podrascanin con la sua squadra, la Sir Safety PerugiaSecondo me non siamo i favoriti perchè il campionato è molto più equilibrato rispetto all’anno scorso; inoltre è molto difficile ripetere tutti i risultati della precedente stagione piuttosto che farli per la prima volta. Abbiamo una bella squadra e sarà molto più difficile, come hai detto tu abbiamo avuto una brutta partenza perdendo la Supercoppa, adesso piano piano ci stiamo riprendendo vincendo anche le partite importanti come con Verona, Civitanova, Trento e contro Modena. Eravamo “sotto un treno” dopo i Mondiali che sono durati tantissimo e non eravamo pronti per iniziare bene con la Supercoppa. Ma con calma, con gli allenamenti, stiamo migliorando e stiamo tornando sulla strada giusta. Anche in Champions League sarà più difficile dell’anno scorso, anche se abbiamo preso Leon, perchè un giocatore solo non fa vincere la squadra, bisogna pensare di vincere tutti insieme se vogliamo arrivare fino in fondo.

Nella tua carriera hai giocato 11 stagioni in Italia, adesso stai giocando la 12esima. Pensi di voler provare un altro campionato nel prossimo futuro oppure sei convinto di rimanere nel nostro Paese ancora un po’ di anni?

Io sono soddisfatto e contento di essere parte del campionato italiano; ho avuto tante tante proposte negli anni precedenti di andare all’estero ma non ci ho mai pensato. Ho sempre giocato per la squadra migliore del mondo, alla Lube come a Perugia, e in questo momento non ho tanta voglia di andare fuori dall’Italia.

Chi ha iniziato a chiamarti “Potke”? E perchè? A noi sembra il nome di un Pokemon…

[Ride parecchio; poi finalmente riesce a contenersi] Mah, praticamente, Potke deriva da Podrascanin, solo che Podrascanin c’ha la “d”, non la “t”, ma ancora dopo tanti anni in Italia c’era gente che mi chiamava Potke con la “t”; diciamo che è partito tutto dai miei amici, per loro era più semplice dire Potke con la “t” piuttosto che con la “d”, quindi così è rimasto. Ma già da piccolo mi chiamavano così. [Comunque insisto dicendo che un bel “Potke usa primo tempo, è superefficace” non suonerebbe male]

Sappiamo bene che tu e Atanasijevic siete molto amici… Ma senti un po’, gli hai mai fatto uno scherzo divertente da raccontarci?

Marko Podrascanin con Alek AtanasijevicNe abbiamo fatti tanti di scherzi! Ma è sempre lui che è un “clown”, è veramente infermabile… Ma ne ha fatti talmente tanti che non me ne viene in mente uno di particolare, ne fa talmente tanti, ogni giorno…

Come ci si sente ad andare in battuta dopo Bata e Leon?

Per fortuna io batto prima di loroMarko Podrascanin con Atanasijevic e Leon due! Comunque ormai è un’abitudine, niente di particolare… Non mi impressiona più tanto .[Ma chissà all’inizio, la prima sberla al PalaBarton di Wilfredo…]

Ma è vero che i centrali non sanno palleggiare? Tu potresti fare il palleggiatore?

Io sto dicendo a Dore Della Lunga che non sono un centrale normale! Nessun arbitro mi fischia una doppia… Siete voi che prendete sempre per il culo i centrali! No scherzo, noi centrali siamo così, queste battute fanno ridere anche me! [E allora va bene, noi continuiamo: basta dirlo…]

Sei uno dei giocatori più alti del campionato: hai qualche consiglio da darci per diventare alti come te? Mangi tanti biscotti a colazione?

[Si mette a ridere…] No, non quelli del Mondiale! [Mannaggia, che brutti ricordi; intanto che mi scendono alcune lacrime, il Potke continua a sghignazzare] 10 anni fa ero veramente uno dei più alti, ma adesso vedo ‘sti giovani che stanno alzando tantissimo l’altezza media del nostro sport. Comunque non mangio niente di particolare; quando ero giovane dicevo sempre: “Il latte! Bevete latte, così diventate alti…”

Ringraziando Marko Podrascanin per la sua simpatia (un po’ meno per averci buttato fuori dal Mondiale), vi diamo appuntamento alla prossima settimana! Per colmare l’attesa, riguardatevi la nostra collecscion di interviste imbruttite!!

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