Mentre giovedì scorso è andata in scena l’intervista a Beatrice Parrocchiale, nella puntata di oggi abbiamo il piacere di ospitare un altro gran bel talento della pallavolo italiana che sta attraversando un momento davvero sfortunato. Infatti, dopo l’infortunio patito il 9 dicembre scorso, il buon Luigi Randazzo sembrava ormai prossimo al rientro, inizialmente previsto per queste settimane. Soltanto una decina di giorni fa è giunta la notizia che Gigione è stato costretto a rimettersi sotto ai ferri per operare quel benedetto ginocchio: per cui questa pausa forzata si è rivelato il momento migliore per subire il trauma della nostra intervista. Pare che, almeno da questo, lo schiacciatore siciliano ne sia uscito indenne.

Luigi Randazzo in sala operatorioCaro Gigi, la prima domanda è quasi scontata: sembrava che tu potessi tornare presto in campo dopo l’infortunio di dicembre, invece una settimana fa è arrivata quest’operazione. Per noi è stata una scelta incomprensibile: non sappiamo andare oltre a quella che fa 2+2=4. Raccontaci come stai e quali sono i prossimi passi per il tuo recupero.
Io sto bene, ma è un percorso lungo. Mi sono serviti gli ultimi giorni perchè dovevo capire esattamente come agire su questo infortunio, anche perchè per il mio ginocchio era bene stare tranquillo per un po’, a prescindere dall’intervento. Adesso le prossime fasi sono che proseguirò ancora con le terapie del caso qui a Roma, a Villa Stuart, poi mi sposterò (non so di preciso dove) per continuare la parte fisica. Rimarrò qui per le prossime 3 settimane/1 mese, qui è presente il chirurgo così si potrà controllare meglio tutta la situazione.

Luigi Randazzo in questa stagione a PadovaLa vostra stagione a Padova era iniziata alla grande fino a quella fantastica vittoria contro Perugia che, però, ti è costata una lesione al crociato. Come vedi i tuoi compagni per questo finale di stagione, che affronteranno senza di te?
Già a inizio stagione la squadra era stata costruita veramente bene. Io sono arrivato per ultimo e all’inizio dovevamo assemblare il tutto, ma c’è stato un periodo dove veramente giocavamo forte ed erano arrivati pure dei risultati importanti come le vittorie contro Verona e Perugia. Quel giorno c’è stata la felicità per la vittoria contro Perugia, ma pure lo sconforto per essermi fatto male, ma sono cose che succedono se vuoi stare a questi livelli. I miei compagni li vedo bene. Ciò che è importante e bello è che è un gruppo formato, solido; per cui, anche se ci sono delle assenze importanti, hanno vinto dei match decisivi per entrare in zona Play-Off.

Luigi Randazzo con la maglia della Lube CivitanovaSei legato alla Lube: dopo anni di prestiti e qualche apparizione con la maglia di Civitanova, pensi che la prossima stagione possa essere quella della consacrazione?
Mah guarda, ogni anno dico che potrebbe essere la stagione della mia consacrazione, poi ogni volta… Vabbè, quest’anno ho avuto i problemi noti… Ma adesso non è il momento di pensare al prossimo anno: fatto sta che si presenta sempre il giorno in cui arrivo al bivio in cui devo decidere con la Lube e le altre squadre, anche per il mio bene. Ad oggi non siamo ancora arrivati a questo dubbio, questa scelta, perciò non so ancora come risponderti. Io comunque adesso sono concentrato sul recupero per il ginocchio. Poi le squadre arriveranno… 

Capitolo Nazionale (ma non solo…): ti senti un po’ l’erede di un mostro sacro come Juantorena? Magari non nelle caratteristiche, ma più nel ruolo…
Non mi sento questo o quello. La questione è che nel ruolo degli schiacciatori certamente vi è una carenza, quindi ovviamente si cerca di portare avanti giovani e persone di un certo livello. Quest’anno per me poteva essere certamente un’occasione e lo sarà, sto infatti cercando di recuperare il più velocemente possibile e nel miglior modo possibile per i 2 appuntamenti importantissimi che ci aspettano. Quello che posso dire è che ci tengo tantissimo alla Nazionale e sicuramente non voglio sentirmi l’erede di Osmany, ma mi piacerebbe partecipare al futuro della Nazionale italiana. Quindi la volontà è tanta, la grinta è tanta, io ce la metterò tutta!

La Nazionale a Catania per l'amichevole contro l'AustraliaNella tua Sicilia e, in generale, in tutto il Meridione la pallavolo fatica ad imporsi in modo efficace ad altissimi livelli: il baricentro è spostato verso il centro-nord. Ci sono rimedi secondo te? Te lo sogni un Catania tricolore con Gigi Randazzo capitano?
Magari guarda, magari! Ci ho riflettuto parecchie volte su questo, sarebbe bellissimo. Anche perchè giocare per il posto in cui sei nato è una cosa stupenda. Sul fatto che al Sud si fa fatica è tutta una questione di soldi, sponsor e investimenti; al Nord si riesce ad investire di più sulle squadre e purtroppo la pallavolo nel Sud Italia è un po’ abbandonata e questo è anche un dispiacere: l’anno scorso siamo andati con la Nazionale a giocare a Catania e sono rimasto shockato. Un’ora prima dell’inizio della partita il palazzetto era pieno!! 5’000 persone… Al Nord sinceramente non ho mai trovato un palazzetto pieno ancora prima che arrivassimo noi! Questo ti fa capire l’attaccamento che c’è a questo sport ed è un peccato che non si riesca a dare un contributo per riportare il nostro sport ad alti livelli.

Credi che sia più difficile vincere una finale con Lube oppure convincere un palermitano a dire “arancino”?
Credo proprio che sia convincere un palermitano a dire “arancino”. Ma guarda, ti dico la verità, io non partecipo a questa guerra: chiamatelo come volete, io me lo mangio e basta, è troppo buono!

Luigi Randazzo insieme a Uros KovacevicAdesso invece voglio chiederti chi è il compagno di squadra più ignorante che hai mai avuto, dandoci anche una valida motivazione!
Ma ignorante in campo o fuori? Perchè nella vita io di ignoranti non ne ho avuto molti, ho sempre conosciuto persone abbastanza “quadrate”. Lo stesso Uros Kovacevic, nella sua pazzia, fuori dal campo è uno abbastanza tranquillo, un amicone. Ti dirò che è molto più ignorante in campo di quanto lo sia fuori. Poi con lui mi sono trovato molto bene.

Durante la tua permanenza a Verona e a Padova, hai imparato prima a bere o a invocare l’Altissimo?
A bere quando c’avevo tempo: avendo allenamento ogni mattino, se esci la sera e bevi poi sei sfondato al mattino! Invece lì l’Altissimo viene invocato perennemente, quindi è molto difficile farne a meno… 

Un giovane Luigi Randazzo con la maglia della Lube Pensi che sia più doloroso lasciare casa propria a 14 anni o essere costretti a fare un pallonetto?
Beh, lasciare casa a 14 anni è stato difficile, me la ricordo bene quella sensazione. Non tanto lì per lì nell’andare via, ma cambiare vita è stato molto difficile, anche se è stata la scelta migliore, se non altro per le esperienze di vita che ho fatto che mi hanno fatto crescere. Ti rispondo così benché io sia uno che di pallonetti ne fa uno ogni 30 anni…

Il tuo obbiettivo è partecipare al pre-olimpico per andare a Tokyo o, in realtà, le spiagge della Sicilia non sono poi così male?
No no, voglio fare il pre-olimpico e andare a Tokyo. Ed è anche una delle motivazioni per cui ho preso la decisione importante di farmi operare il più presto possibile e partire a bomba per partecipare ad un appuntamento così importante. Si dice che è il sogno di tutti andare alle Olimpiadi, ma prima di andarci bisogna anche qualificarsi! I tempi ci sono, l’importante è che non ci siano intoppi, quello è l’obbiettivo!

Ringraziamo il mitico Luigi Randazzo per averci dedicato il suo prezioso tempo e gli auguriamo ogni bene: ti rivogliamo presto in campo, Gigi! Noi intanto ci diamo appuntamento alla settimana prossima: si torna sui campi femminili per un’ospite eccezionale! Ma non rimanete con le mani in mano, ci sono un sacco di interviste squallidissime che vi aspettano

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