Dopo che anche l’inarrivabile schiacciatore Lele Maruotti è stato preso di mira dalle nostre assurde domande, questa settimana abbiamo dovuto spostarci solo di pochi chilometri per andare a ossessionare un’altra formidabile banda. Direttamente dalla Savino Del Bene Scandicci, da dove si sta allenando per prepararsi al meglio al girone di ritorno, ecco a voi Lucia Bosetti!

Benvenuta, cara Lucia, nella nostra intervista! La prima domanda è peòrsonale: a casa tua i tuoi genitori e le tue sorelle minori respirano dalla nascita il profumo delle palestre… anche i vostri materassi giocano a pallavolo! Qual è stato il consiglio (sportivo) più prezioso che hai ricevuto dalla mamma o dal babbo all’inizio della tua avventura nel nostro sport?
Io penso di esser stata fortunata perché i miei mi hanno insegnato tutto quello che so della pallavolo. Penso che se non ci fossero stati loro non so se il mio percorso sarebbe stato lo stesso. Non mi viene in mente un consiglio in particolare, da giovane me ne hanno dati tantissimi e tutti utilissimi, ma mia mamma ultimamente mi ripete sempre di aver più fiducia in me stessa.

In difesa aspiri anche la polvere! Qual è il tuo segreto? E che tipo di allenamento consigli ai/alle giovani pallavolisti/e per diventare bravi/e come te in seconda linea?
In difesa penso che sia tutta una questione di istinto. Non so, l’ho sempre avuto e non l’ho mai allenato con qualcosa in particolare in più rispetto alle altre. Quando sono tanto concentrata mi sembra di vedere prima dove va la palla, quindi penso che sia una cosa innata ed istintiva che fin da piccola ho avuto e con gli anni ho sviluppato e allenato. Il consiglio che mi viene da dare ai giovani pallavolisti è quello di non rinunciare mai a nessun pallone; provarci sempre è la chiave fondamentale. Anche a me un pallone può sembrare impossibile da prendere ma invece ci arrivo quindi la chiave è il sacrificio e la voglia di andare su tutti palloni.

Nell’estate del 2014 hai subito un pesante infortunio: pensi che quell’evento abbia segnato la tua carriera di sportiva?
Il 2014 è stato particolarmente pesante perché venivo da un momento particolare della mia carriera. Infatti, a Piacenza avevo vinto sia la Coppa Italia che lo Scudetto. Inoltre con la Nazionale avevamo il Mondiale in Italia che tutti aspettavano con ansia ed è stato doloroso non potervi partecipare. All’inizio pensavo che non sarei mai più tornata quella di prima, ma al contrario sono stata smentita perché alla fine, passata la riabilitazione, che lì per lì ti sembra una vita, sono tornata in campo e quest’anno è stato la dimostrazione che anche dopo un infortunio grande uno può tornare al 100% tranquillamente.

Lucia Bosetti in TurchiaHai vissuto per due stagioni in Turchia: cosa ci puoi raccontare della tua esperienza fuori dal campionato italiano? Qualcosa che ti ha particolarmente colpito…
In Turchia è stata una bellissima esperienza anche di vita, è stata la prima volta lontana, all’estero. Ero da sola e mi sono dovuta adattare ad una situazione completamente diversa; ero appena rientrata dall’infortunio quindi era ancora più complicato stare in un posto lontano e dove c’erano pressioni diverse rispetto al campionato italiano: era una situazione particolare. Quello che mi ha colpito è che in Turchia hanno moltissima considerazione delle giocatrici turche. Queste sono importantissime nell’economia della squadra, visto che ogni team può avere solo quattro straniere (tre in campo ed una in panchina) e quindi se vuoi vincere devi avere le giocatrici turche più forti. Poi ciò che mi ha colpito è che tante di queste atlete turche proseguono la loro carriera a livello societario come dirigenti o team manager oppure come procuratori o anche in Federazione. Questo è importante e potrebbe venire utile anche in Italia per un post-carriera.

L’anno scorso, con la Savino Del Bene Scandicci, siete arrivate seconde in Regular Season, arrivando ad un solo punto dalla vetta; poi siete state eliminate in semifinale dall’Imoco con un totale di 9 set a 1. Sei stata delusa dall’epilogo della stagione?
L’anno scorso con la Savino Del Bene Scandicci è stata una annata comunque positiva; ci siamo qualificate in Champions League e siamo arrivate seconde in Regular Season. La semifinale playoff non è andata come ci aspettavamo, ma dall’altra parte abbiamo trovato una squadra che è arrivata in fondo con il massimo della forma esprimendo il suo miglior gioco della stagione. C’è stato un po’ di rammarico perché potevamo fare qualcosa in più, ma ha vinto la squadra che stava giocando meglio.

Lucia Bosetti con la magia della Savino Del Bene ScandicciIn questa prima parte di stagione, tu e le tue compagne della Savino Del Bene Scandicci avete dimostrato di poter ambire al ruolo di protagoniste: qual è il tuo pensiero a riguardo e qual è il vostro obbiettivo? C’è ancora una piccola distanza tra voi e Conegliano e Novara oppure credi che, quando arriveranno gli appuntamenti decisivi, ve la giocherete alla pari?
A Scandicci abbiamo una squadra competitiva, il nostro obbiettivo è cercare di migliorarci dall’anno scorso e poi ci piacerebbe portare a casa il primo trofeo per questa società che ha investito tanto e non ci fa mancare niente. Speriamo di arrivare in fondo nelle migliori condizioni possibili. Per adesso ci sono stati buoni segnali vincendo in casa con Conegliano; questo è stato importante per la nostra fiducia ma anche il 3-2 (sempre con le venete dell’Imoco) in Champions League ci ha aiutato a prendere consapevolezza.

Lucia Bosetti con la maglia dell'ItaliaL’Italia si è aggrappata e si aggrapperà ancora alla solidità e alla concretezza di Lucia Bosetti per il percorso che la condurrà a Tokyo 2020: ti senti e ti sei sentita una capitana in campo in Azzurro?
Ci sarà molta attenzione nella prossima stagione, sia in vista della qualificazione olimpica sia perché vogliamo confermare quello che è stato dimostrato quest’anno, frutto di un lavoro programmato. Eravamo consapevoli di poter far bene e non è stato un colpo di fortuna arrivare seconde al Mondiale. Questo è l’obbiettivo principale, io metterò a disposizione della squadra l’esperienza per fare il mio massimo ed il resto, poi, si vedrà.

Confrontando la media fra tutte voi pallavoliste, tu sei una giocatrice molto bassa ma salti come un canguro: quanto piacere provi a stampare l’opposta avversaria?
So che sono molto più bassa rispetto alle giocatrici di adesso del campionato italiano ma soprattutto a livello internazionale. Di questo però, ho fatto la mia forza. Io ho la fortuna di saltare tanto ed ho sempre sfruttato questa capacità e alla fine il muro penso sia tutta una questione di tempo, non tanto quanto tu esci dalla rete. Ovvio, se sei alta due metri ti aiuta, diciamo che son stata brava a sfruttare i pochi centimetri che ho.

La tua qualità più grande è la difesa, fatta di recuperi impossibili e salvataggi impressionanti. Ma se dall’altra parte della rete ti lanciano maledizioni, riesci a difenderti anche da quelle? E chiedi di fartele subito ridare dalla palleggiatrice così puoi scagliarle subito di là in contrattacco, oppure sei una persona sempre pacata in campo?
Come dicevo prima sono bassa rispetto alle altre, quindi ho dovuto cercare di fare dei ruoli di seconda linea un po’ il mio punto ti forza. Non mi tiro mai indietro se c’è da fare un recupero impossibile o altro. Restare pacata in campo è una cosa che ho imparato con il tempo perché prima ero molto più impulsiva e mi lasciavo spesso condizionare dalle situazioni e perdevo molto la concentrazione. Alla fine ho imparato che quello che mi serve è rimanere concentrata e qualsiasi cosa succeda dall’altra parte o sugli spalti, cerco di non considerarla perché so che mi distrarrebbe e non mi porterebbe beneficio. Poi per un attaccante, fare punto è il momento più bello ed esaltante quindi non mi tiro mai indietro se c’è da riscagliare dall’altra parte qualche maledizione.

Lucia Bosetti che prova uno pallonettoIn attacco la tua specialità è il pallonetto. Ma il pupone Francesco Totti ha preso da te oppure tu ti ispiri all’ex capitano della Roma?
Io cerco di far si che ogni palla renda il suo massimo, quindi certe palle che non sono ideali per attaccarle preferisco rigiocarle piuttosto che andare incontro ad una percentuale di errore o di murata molto alta. Quindi questa è la mia caratteristica, però alla fine spesso capita che uno si ricordi di un punto fortissimo in attacco; però alla fine vale sempre un punto, che vale lo stesso di un pallonetto o di un mani-out. Però lo faccio per cercare di giocare un pallone in più.

Lucia Bosetti insieme alla sorella, Caterina BosettiTu e Caterina siete molto legate, anche se in campo avete un carattere abbastanza diverso. Visto che la conosci meglio di chiunque altro, raccontaci qualche aneddoto divertente su Caterina!
Una cosa che mi viene in mente è quando sono andata a giocare in Turchia e sono arrivata dopo l’infortunio. Lei era già lì perché aveva già iniziato la stagione con il Galatasaray e al Fenerbache dovevi trovarti l’appartamento da sola e devi organizzarti, infatti ti danno un bonus nel contratto riguardante questo aspetto. Quando sono arrivata, l’appartamento non era pulito e sono andata in paranoia completa! Lei però, più piccola di me di cinque anni mi faceva: “Dai, stai calma, è tutto apposto!”. Quindi mi viene in mente quel momento dove lei era tranquilla ed io in paranoia al massimo!

Lucia Bosetti non sbaglia mai un colpoSei chirurgica quando giochi, magari non fai tanti punti ma è impossibile vederti sbagliare un colpo: ma dicci un po’, hai mai portato le paste? Un attacco sotto rete di Lucia Bosetti è fantascienza?
Mi è capitato sicuramente di sbagliare, non penso sotto la rete e spero che non mi succeda mai soprattutto dopo questo articolo. Fino ad adesso, però, le paste non l’ho mai portate!

Chiudiamo con una domanda veramente importante… In tv appari sempre sorridente e composta: ma fuori dal campo non ti incavoli mai come una iena?
Non penso di essere sempre sorridente, anche perché alle volte mi dicono che non sorrido mai. Quando non sorrido è perché son talmente concentrata o talmente penso a quello che devo fare che mi dimentico di farlo. C’è da dire che sono tranquilla, penso a dare il mio massimo ed il mio meglio in ogni situazione. Poi può capitare di non giocare bene o di non essere al cento per cento, ma l’importante è averci messo l’anima. Ed io, quella, la metto sempre.

Un enorme grazie lo dobbiamo a Lucia Bosetti e allo staff della Savino del Bene Scandicci per la cortesia dimostrata per questa intervista. E dopo aver ascoltato le parole della maggiore delle sorelle Bosetti, non possiamo esimerci dal tormentare anche Caterina: appuntamento fra 15 giorni! Nell’attesa, potrete gustarvi la prelibata intervista che uscirà la settimana prossima, che avrà come ospite un libero fenomenale, e tutti i vecchi episodi de La Doppia!

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