Bentrovati in una nuova puntata de La Doppia, il nostro appuntamento fisso con l’intervista settimanale ad un/una protagonista del grande volley italiano! Dopo Gigi Randazzo, siamo passati dal mare del Sud a quello del Nord: oggi, infatti, abbiamo avuto l’onore di tormentare il libero della èPiù Pomì Casalmaggiore Ilaria Spirito! Dalla Liguria con furore, una scarica di grinta e musi rabbiosi, ecco a voi Ilaria in tutta la sua ignoranza!

Ciao Ilaria, benvenuta anche a te in questa intervista! Tanto per cominciare, vorrei chiederti: in questi anni hai sempre indossato la maglia numero 5. C’è un motivo particolare dietro a questa decisione?
Mah guarda, è il numero della mia famiglia, visto che mio papà, ex pallavolista di Serie B, aveva il 5 quando giocava, mia sorella uguale, il mio fidanzato pure (anche se l’ho scoperto in seguito, quando l’ho conosciuto). Per cui mi ci sono affezionata parecchio.

Ilaria Spirito con la maglia di Busto ArsizioLa tua carriera è indissolubilmente legata a Busto Arsizio con cui, già da giovanissima, hai giocato in totale per ben 6 stagioni. Qual è, se c’è, il tuo rimpianto più grande?
In realtà il rimpianto è essere andata via: ma più che altro è un dispiacere. Di rimpianti veri e propri c’è di aver giocato la Finale di Coppa CEV e averla persa… Ma ci sono state molte più gioie che rimpianti.

Ilaria Spirito con la maglia di CasalmaggioreQuest’estate infatti, un po’ a sorpresa, è arrivato l’annuncio che non avresti mai più giocato per la UYBA e, come hai sottolineato tu stessa, non è stata una tua decisione. Puoi descriverci il perchè, invece, che ti ha spinto ad iniziare l’esperienza alla èPiù Pomì Casalmaggiore?
Era una società che aveva desiderio di rivalsa, come la volevo io dopo l’esperienza chiusa con Busto. Volevo fare una stagione degna, di livello, per dimostrare a tutti che sono all’altezza di questo campionato e non c’era società migliore di questa, che voleva riscattarsi come squadra dopo un’annata deludente: mi sembrava un connubio perfetto.

Ilaria Spirito con il Club ItaliaQual è invece il ricordo più bello che associ ai due anni passati al Club Italia?
I ricordi più belli sono tutte le persone che ho conosciuto. Con tutte le ragazze con cui ho condiviso quei due anni ci sentiamo. C’era la mia migliore amica, Beatrice Berti, ma mi sento con tutte: la Guerra, la Danesi… E quindi sicuramente è questo il ricordo più bello. Poi abbiamo fatto due buone stagioni, sia in A2 che in A1, due buoni campionati, rischiando di arrivare ai Play-Off al primo anno [di A1] e non ci siamo arrivati per un nonnulla. Ma siamo state molto brave, secondo me!

Una domanda che abbiamo posto anche a tuo cugino Luca Spirito: cosa ti manca per poter tornare ad essere protagonista in Nazionale?
Sicuramente la continuità. Purtroppo sono stata fermata da infortuni per un po’ di anni e questo non mi ha permesso di avere continuità. Dopo l’anno scorso e quest’anno, andando avanti così potrei farmi vedere di più: poi le scelte non dipendono da me, ma con un po’ di continuità in più avrò più chances. Poi quel che sarà, sarà.

Un’altra cosa che avevamo chiesto a Luca è chi tra voi due è il più Vip della famiglia: tu non sei stata molto d’accordo con la sua opinione, secondo cui sei tu quella che se la tira. Cosa rispondi?
Io rispondo che il Vip, qui, è lui. Siamo due caratteri non dico opposti, ma quasi. Io sono una persona estremamente riservata, che sta a casa, non va a fare serate, non esce quasi mai… Luca è più chiacchierone, parla con tutti, esce (ovviamente quando è possibile), è più un uomo di mondo, quindi sicuramente è più Vip di me. Poi che non sia il Vip più Vip del nostro campionato… Però mi scoccia che abbia detto me, perchè non è vero!

Ilaria SpiritoIn campo, mentre giochi, fai sempre delle facce stranissime: boccacce, sguardi incazzatissimi, facce brutte e musi duri. Ma te le studi a casa o ti vengono spontanee?
No no, mi vengono spontanei, ed è più un problema che un pregio! Infatti avrò una foto buona tra quelle fatte in partita da utilizzare, perchè le altre sono tutte storpiate dalle mie facce. Non sono studiate, mi vengono automaticamente.

Qualche volta vieni chiamata Charlie [come anche Carlotta Charlie Cambi, altro soprannome che ci incuriosì parecchio!]: a cosa è dovuto questo nome?
Questa è una storia un po’ lunga… Viene dalla mia prima operazione al ginocchio. C’era la dottoressa che mi ha operato, che è una seconda mamma praticamente, che aveva un cane che aveva un problema che non lo faceva camminare bene. In quel periodo io ho dovuto tenere le stampelle, era la prima volta che le usavo e perciò non riuscivo a camminare bene. Per cui ha iniziato a chiamarmi proprio come quel cane, visto che nella camminata gli assomigliavo, che si chiamava proprio Charlie!

Qual è il lato ignorante di Ilaria Spirito che ancora non si è visto in campo?
Eh, difficile dirlo. In campo, oltre alle mie facce, che descrivono immediatamente il mio stato d’animo, se sono incazzata o se sono contenta, ci sarebbero diverse cose che vorrei fare. Beh, un lato ignorante che mi piacerebbe mettere in gioco sarebbe che vorrei fare più interventi con i piedi, quello sicuramente! Ogni tanto non oso, ogni tanto ho paura… Marco [Gaspari, coach della Pomì] non mi ha mai detto niente, non si è mai esposto su questo argomento; invece il Menca [Marco Mencarelli, coach di Busto Arsizio] era un po’ più restio, è più un purista della pallavolo.

Beh, un po’ come la prof di ginnastica delle superiori che faceva volare Madonne se il tuo compagno di classe calciatore giocava a pallavolo solo con i piedi. Ringraziando Ilaria Spirito per l’intervista, augurandole tanti salvataggi di piede nel corso della sua carriera, ci salutiamo per ritrovarci al consueto appuntamento settimanale, giovedì prossimo, con un ospite fenomenale a La Doppia. Intanto, come sempre, potete sempre dare un’occhiata alle nostre vecchie interviste in compagnia di tanti super ospiti!

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