Per coloro che hanno imparato a leggere (Ma braaaavi!) abbiamo creato una rubrica per conoscere meglio il mondo di coloro che, a livello professionistico, giocano a Pallavolo. Non ci fermeremo alla prima querela, benvenuto a:

LA DOPPIA – PALLAVOLISTI BRUTTI INCONTRA… CRISTIAN SAVANI!

Ciao Cristian, è davvero un piacere averti qui con noi oggi. 

Ciao ragazzi, il piacere è mio, cominciamo questa bella chiacchierata.

Partiamo dal fatto che sei un giocatore che ha viaggiato tanto in giro per il mondo: Cina, Turchia, Libano… E adesso per nostra fortuna, ti abbiamo di nuovo qui in Italia. Scelta di cuore la tua?

Devo essere sincero, non è stata proprio una scelta di “cuore”. Io, forse, al contrario di alcuni, mi sono veramente trovato bene all’estero, con tutte le difficoltà del caso, ma non ho avuto problemi ad adattarmi, sia dal punto di vista pallavolistico sia dal punto di vista della vita con la mia famiglia. Sono tornato in Italia per due motivi principalmente. Il primo è perché comunque dopo tanti anni all’estero, la voglia di tornare in Italia si faceva sentire. Il secondo perché, all’estero, è un po’ diverso a livello pallavolistico, da giocatore ecco. Vieni “sfruttato” nel senso buono, insomma devi andar là, fare tanti punti e loro son felici e contenti. Ho avuto qualche problema fisico l’anno scorso in Turchia, le società estere investono molto sul giocatore ma non tanto sullo staff a livello medico o fisioterapico per esempio. Adesso a Latina sto benissimo, è una società che segue i giocatori sotto tutti i punti di vista, mi sento molto più tutelato. 

Hai 20 anni (più 15 ma shhh), ne hai fatta di strada giovincello eh!? L’azione più bella o il punto che, pensandolo, ti tira su il morale?

In realtà non c’è un punto o un’azione in particolare che io ricordi. Personalmente mi vengono in mente di più i punti che ho sbagliato che quelli che ho fatto. Ma ti rispondo comunque dicendoti che c’è una partita che ricordo ben volentieri, quella Finale 3°/4° posto all’Olimpiade di Londra. E’ stata davvero una partita bellissima e lì feci circa 7 ace, quindi ho un bel ricordo di quel match. Un incontro speciale, sotto molti punti di vista.

Parlando di Nazionale, hai un tatuaggio che rappresenta la tua avventura proprio a Londra, mitico. Ma dare l’addio alla maglia azzurra, quanto ti è pesato?

Molto, moltissimo. Prima di lasciare la nazionale ci ho pensato su, non ci dormivo le notti, ma penso ancora oggi di aver fatto la scelta giusta. Penso che quando arrivi a vestire la maglia della nazionale, devi dare il 110%. Per me era ancora più importante perché ero il capitano ed è stato un grande onore. E’ fondamentale dare l’esempio, soprattutto ai giovani, dare sempre più degli altri, essere una guida per loro. E’ un grosso sforzo. Dopo tanti anni in Nazionale avevo voglia di godermi un po’ la mia famiglia, e in nazionale non potevo più rendere al 110% come facevo di solito, ho preferito lasciare e dare il posto a qualcun altro che se lo meritava.

In Nazionale ti cantavano il coro “Che confusione sarà perche tifiamo, un capitano che tira bombe a mano”. E ammazza che bombe. Ma a Latina ti abbiamo visto cominciare a gestire palle e non solo a tirarle a tutto braccio. Quando hai capito che oltre al Bazooka avevi nel taschino il mirino di precisione?.

(Ride) In realtà andando avanti con gli anni ho imparato a cambiare di più il gioco, a giocare meno di potenza e più di tecnica. Quindi ho cominciato a gestirle.

Come ci si sente ad essere il sogno erotico di tre generazioni di Donne?

(Ride, ma assai) Ma dai, non è vero! Devo dirti che quando si avvicinano le ragazze mi chiedono solo una foto e nulla più, nessuna si è mai fatta avanti, mai! Forse perchè quando gioco ho un po’ la faccia da stronzo, e non si avvicinano per quello 😛

Tira più forte Cristian Savani o Ivan Zaytsev in battuta?

EHEH. Io ed Ivan abbiamo fatto lo stesso record, solo che io l’ho fatto prima di lui, e prima ancora di me c’è stato Grozer. Abbiamo abbattuto il record in battuta in tre Olimpiadi diverse. 

Oggi ho una partita a calcetto e sono molto indeciso se scegliere Messi o Savani, ma riguardando quel punto di tacco, meglio te. O preferisci Messi?

Nono, meglio io 🙂 ! E’ stato culo, culo ed un po’ di tocco magico, visto che il piede da calcio ce l’ho, quindi in quell’occasione l’ho sfruttato, quando è caduta ho fatto un po lo “sbruffone”, sai in quella circostanza ci sta, ma i miei compagni di squadra ridevano tutti. 

Sei stato molto in Cina, una domanda mi sorge spontanea, come (bippp) facevi a leggere i menù dei ristorarti con quei segni che hanno loro?!?!

Devo essere sincero, non avevo difficoltà perché abitando a Shangai c’erano tutti ristoranti molto buoni e con la carta del menù leggibile, e si mangiava moooolto bene. Praticamente tutti i migliori Chef al mondo hanno aperto almeno un ristorante in quella città. Il vero problema erano le trasferte, lì rimanevi a stecchetto. Era dura. Se eri fortunato trovavi un Mc. Ma quando mangiavi nell’albergo ti veniva un nodo in gola. Le difficoltà maggiori che ho trovato in Cina sono state la lingua e il cibo, anche perché per un atleta è molto importante mangiare bene. Il primo mese mangiavamo in una specie di mensa, e sono calato 5 kg… Mangiavo solo riso in bianco, il resto era immangiabile. 

Grazie Cristian, è stato davvero bello scambiare due parole con te, quando vuoi scendere in Sicilia a mangiare le cassatelle ti ospitiamo. 

Grazie a te. Allora aspettatemi, perchè sto arrivando! A presto.

Ringraziamo nuovamente Cristian Savani per la disponibilità. Nel caso vi foste persi la prcedente intervista a Bata Atanasjievic, potete cliccare qui per andare subito a rimediare!

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