Alessia Orro

Giovedì scorso abbiamo avuto l’onore di ospitare nella nostra rubrica settimanale uno dei più grandi (in tutti i sensi) centrali del mondo, Marko Podrascanin. Graditissima ospite della puntata di oggi, invece, è la giovanissima palleggiatrice dell’Unet Yamamay Busto Arsizio, Alessia Orro!

Ringrazio a nome di tutti Alessia Orro per aver accettato di partecipare a questa intervista! Alessia, correggimi se la pensi diversamente, ma credo che l’istante più importante della tua carriera, fino a questo momento, sia stato il muro decisivo che ha consegnato all’Italia la vittoria per 3-2 nel gennaio 2016 sulla Turchia, che le ha permesso di continuare a sognare l’Olimpiade di Rio [non te lo ricordi? Clicca qui sopra!]. Cosa hai provato in quei momenti?

Alessia Orro per il punto decisivo nella sfida alla TurchiaL’emozione è indescrivibile, perchè comunque trovarsi a fare l’ultimo punto, a chiudere un quinto set faticosissimo, è stata davvero una liberazione. Poi, guardando le facce delle mie compagne, piano piano ho realizzato che il sogno di continuare verso Rio si stava realizzando, e io ero contenta di essere una delle protagoniste.

Successivamente avete definitivamente centrato la qualificazione nel torneo in Giappone, poi siete volate a Rio. All’Olimpiade vi siete scontrate contro squadre più forti e avete concluso amaramente con il quinto posto nel girone; hai rimpianti personali? Potevate fare meglio?

Sicuramente potevamo fare meglio. A mio parere non eravamo pronte ad affrontare squadre che in quel momento erano fisicamente più forti di noi e infatti si è visto dai risultati: abbiamo incontrato Serbia, Olanda, Cina e Stati Uniti, le prime quattro classificate… Quindi un po’ per sfiga nel girone, un po’ per tutto, alla fine non siamo riuscite ad andare avanti. Il rammarico c’è: potevamo prepararci meglio, potevamo affrontare meglio la competizione, comunque siamo tornate a casa molto deluse e affrante.

Negli ultimi due anni la tua titolarità con Marco Bonitta è stata accantonata per far spazio, tuo malgrado, ad altre due tue colleghe, fino all’esclusione dal Mondiale che era nell’aria già da questa estate: immagino sia ancora una ferita che brucia. Su quali aspetti pensi che dovrai allenarti e migliorare per poter tornare ad essere protagonista in Azzurro?

Alessia Orro con Ofelia MalinovBeh, è stato scottante, sì. Ovviamente ci poteva essere l’ipotesi [di essere esclusa] cambiando allenatore, perchè ogni allenatore ha la sua idea di gioco e di giocatrice, quindi come prima c’ero io e adesso non ci sono, magari in futuro ci sarò di nuovo, questo non si può sapere. Sicuramente, conoscendo Davide, vuole un gioco tanto veloce, una tattica diversa da tanti altri allenatori, quindi quest’anno mi concentrerò su questi aspetti.

Parliamo un po’ della tua carriera. Dopo anni di apprendistato nel Club Italia sei passata all’Unet Yamamay Busto Arsizio. L’anno scorso avete avuto molti alti e bassi e la vostra stagione si è conclusa senza infamia e senza lode. Quest’anno la società ha agito sul mercato effettuando degli acquisti importanti. Pensi che potrete lottare per vincere qualche trofeo in questa stagione?

Alessia Orro con la sua squadra dell'Unet Yamamay Busto ArsizioIl nostro presidente è stato chiaro, quest’anno bisogna provare, tentare il più possibile di portarsi un’altra coppa in casa. La Coppa CEV è sicuramente un obbiettivo che proveremo a centrare; il campionato è molto tosto, i top team sono sempre Conegliano e Novara, Scandicci e Monza… siamo tutte là. Noi proveremo a salire il più possibile di classifica, arrivando nelle fasi finali dei playoff e magari evitando gli alti e bassi che abbiamo avuto da gennaio in poi.

Come ti immagini il tuo futuro? Vuoi continuare la tua carriera in Italia o sei tentata da un’esperienza all’estero? Hai ricevuto offerte allettanti?

Sicuramente ora la decisione di rimanere in Italia, almeno per i prossimi anni, è certa. Secondo me sono ancora tanto giovane per intraprendere un’esperienza del genere, però se ci sarà l’occasione, tra qualche anno… si dice che i treni bisogna prenderli, no? Quindi sono tentata di provare nuove esperienze, ma in questo momento decisamente no. Per quanto riguarda le proposte, in passato ce n’è stata una o due, però non le ho proprio valutate: ho pensato più alla mia crescita, ad entrare in un club che mi facesse crescere e, intanto, giocarmi qualcosa.

Maurizio Colantoni ha ripetuto una valanga di volte che nella tua vita hai giocato praticamente in tutti i ruoli, affermandoti come palleggiatrice soltanto nel Club Italia. Cosa manca per completare il sestetto di Alessia Orro? Non so, una stagione da portaborracce ti ispira?

Decisamente no! Sono una a cui piace stare in campo e piace giocare, quindi potrei fare qualsiasi ruolo, basta che non sia in panchina! Potrebbe essere centrale, libero… va bene tutto. Ma mi piace stare in campo, mi piace divertirmi, quindi è quello che conta di più per me.

In campo ti vediamo sempre sorridente e molto solare; quando sei lontana dalla rete, invece, tiri mai fuori un po’ di quella carogna che è dentro ognuno di noi?

Alessia Orro sorridenteMah… NO!!! Non mi vedo così… Anche fuori dal campo sono sempre sorridente, allegra; mi piace stare con gli amici, circondarmi di persone, sempre divertirmi, uscire. Io sono la stessa persona che vedete in campo: così sono anche fuori. Pensavi, eh! Fuori sono ancora più divertente, se lo vuoi sapere…

Il tuo soprannome è “Zorro”, vista la chiara affinità col tuo cognome Orro. L’eroe mascherato è solito tracciare una “Z” per firmarsi con la spada; qual è invece il tuo segno distintivo ignorante?

Alessia Orro con Britt HerbotsQuest’anno sta uscendo un po’ l’ignoranza in squadra; con la Kaja Grobelna, Britt Herbots, che sono moooolto più ignoranti di me (quindi immaginati il livello), quando siamo uscite a Milano in corso Como ci sono sempre i ragazzi che ci vendono le rose, gli ombrelli… e continuano a dire: “Tighiridighiri eh, tighiridighiri eh!”, non so se l’hai mai notato, vabbè. Allora quest’anno, quando facciamo punto, magari c’è qualche azione ignorante, ci giriamo in mezzo al campo e: “Tighiridighiri eh, tighiridirighi eh!” e facciamo le stupide… Ma è un modo per caricarci e continuare a giocare in modo ignorante, ecco!

Sei di note origini sarde: è stato difficile ambientarsi in un posto senza nuraghi, pastori e pecore ogni 3 metri quadrati?

Diciamo che è stato difficile ambientarsi in un posto senza mare, le pecore e i nuraghi lasciamoli in Sardegna! [Inizia a ridere. Poi si riprende e specifica] Non sento la mancanza delle pecore, dei nuraghi, della puzza… [torna a ridere ancora un po’…] diciamo così. Sento la mancanza del mare, del cibo, della mia famiglia. Ma il resto lasciamolo là!

Per concludere, volevo chiederti: visto il tuo passato da opposto, quante schiacciate in faccia vorresti tirare a quelli che sui social continuano a chiamarti Orru con la “u” finale? Sono ancora una marea!

Mamma mia, io non lo so il perchè di questa cosa! Ma solo perchè son sarda loro pensano che il mio cognome finisca per “u”? Non so, ma hai ragione, sono in tanti comunque! Ma penso che ne prenda più io in partita che tutte le persone che sbagliano il mio cognome. L’anno scorso di pallonate in faccia ne ho prese tante… Ma pensa che in allenamento neanche una! Arrivo in partita: pem, in faccia, davanti a tutti! C’è gente che ride, c’è gente che non sa cosa fare, guardo il pubblico dopo che mi succedono queste cose e, ti giuro, vorrei sotterrarmi all’istante, te lo giuro! Peccato che non possa darle io le pallonate in faccia, visto che faccio la palleggiatrice…

La lezione di oggi, quindi è: non desiderare di tirare pallonate in faccia agli altri, perchè ne prenderai tu molte di più. E con questa perla di saggezza, ricordandovi di dare una letta alle altre nostre interviste ignoranti, ringraziamo Alessia Orro per la pietà che ha dimostrato nei nostri confronti e vi diamo appuntamento alla prossima settimana!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.