Sabato scorso, il 13 ottobre, tutto il mondo pallavolistico italiano (e non) è stato scosso da una notizia che, nel mezzo di questi entusiasmanti Mondiali, ha colpito tutti alla sprovvista: Francesca Piccinini, a fine stagione, lascerà il volley giocato. A Trento, dov’era in corso il grande evento “Il Festival dello Sport” organizzato dalla Gazzetta, è stata proprio la campionessa a dare l’annuncio: “Questo sarà il mio ultimo anno da giocatrice”. Sarà quindi l’Igor Novara l’ultima squadra della sua carriera, una carriera che l’ha vista meravigliosa protagonista di tanti successi sia con la maglia di un club che con quella della Nazionale. Ripercorriamo, allora, la storia di questa immensa giocatrice, che ha saputo emozionare e far gridare di gioia tantissimi italiani.

Francesca Piccinini nel giorno della vittoria della Champions League con la maglia di BergamoNasce a Massa il 10 gennaio 1979: alcuni testimoni oculari del prodigioso evento diranno in seguito che è uscita dal grembo materno indossando già le ginocchiere. La sua vita da pallavolista tra “i grandi” inizia nel novembre 1993, quando esordisce in Serie A1 con la maglia della Pallavolo Carrarese: se siete studiati in matematica ve ne sarete già resi conto da soli, altrimenti vi diciamo direttamente noi che il suo debutto è avvenuto a 14 anni. Il primo trofeo lo consegue con la maglia Azzurra dell’Under-19 l’estate seguente, conquistando l’Argento nell’Europeo di categoria. Viene poi convocata anche in Nazionale seniores (a 16 anni); nell’estate del 1995 si trasferisce a Reggio Emilia, per poi cambiare capoluogo dopo solo un anno, accasandosi a Modena (vincendo Supercoppa Europea e Coppa delle Coppe), ma solo dopo aver trionfato nell’estate 1996 all’Europeo sempre con la Nazionale Under-19. Con l’Under-20 la Piccinini si mette l’Argento al collo nel Mondiale cadetto e vince i Giochi del Mediterraneo (1997), mentre, a livello di club, saluta subito Modena in direzione di Spezzano (piccolo paesino nel modenese, che conobbe fortune pallavolistiche negli anni ’90). Nel 1998, ormai 21enne affermata, lascia l’Italia per gettarsi nella Superliga, in Brasile, militando nella squadra della città di Curtiba. Con la maglia Azzurra conquista la sua prima medaglia di valore, vincendo il Bronzo agli Europei giocati in Italia. Al termine di questa competizione, si trasferisce alla Foppapedretti Bergamo, con cui inizierà un sodalizio vincente lungo ben 13 stagioni. Ancora adesso, quando si sente parlare di Foppa, viene d’istinto associare questa gloriosa società al nome di Francesca Piccinini, e viceversa. Con le lombarde la schiacciatrice si aggiudica di tutto: conquista 4 Scudetti (2001-02, 2003-04, 2005-06 e 2010-11), 2 Coppe Italia (2005-06, 2007-08), 3 Supercoppe Italiane (1999, 2004, 2011), [respiro profondo] 5 Champions League (1999-00, 2004-05, 2006-07, 2008-09, 2009-10) e una Coppa CEV (2003-04). Sono anni ricchi di medaglie anche in Nazionale: nel 2001 l’Argento agli Europei è l’antipasto per il grande trionfo con l’Oro al Mondiale di Germania del 2002; altri risultati messi in bacheca sono l’Argento del 2005 e l’Oro del 2009 agli Europei, oltre ai 2 Argenti (2004 e 2005) e ai 3 Bronzi (2006, 2008, 2010) nei vari World Gran Prix e l’Oro in Coppa del Mondo nel 2007. Nell’estate del 2012 avviene, dopo 13 anni, la separazione con Bergamo: la Piccinini si trasferisce prima a Chieri e poi (dal 2013 al 2015) alla Liu-Jo Modena. Questi 3 anni senza trionfi non cancellano la voglia di vincere della Piccinini che, trasferita alla Pomì Casalmaggiore, vince subito la Supercoppa Italiana e, al termine di una stagione incredibile,Francesca Piccinini nel giorno della vittoria dello Scudetto con la maglia di Novara anche la Champions League: quella ragazzina che molti addetti ai lavori definivano “bollita“, ha saputo trascinare la sua squadra ricevendo meritatamente il titolo di MVP delle finali. Viene richiamata in Nazionale da coach Bonitta per il torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Rio ma, nonostante il pass staccato per la rassegna a Cinque Cerchi, alcuni attriti con il tecnico dell’Italia spingono la campionessa toscana alla decisione di lasciare definitivamente la maglia Azzurra dopo più di 500 presenze (seconda soltanto a Leo Lo Bianco). Si accasa quindi all’Igor Novara, dove vince da capitana lo Scudetto (2016-17), la Supercoppa Italiana (2017) e la Coppa Italia (2017-18). Alla sua ultima stagione, a meno di ripensamenti, proverà a lottare su tutti i fronti (la squadra piemontese sarà impegnata – in ordine di assegnazione – in Supercoppa Italiana, Coppa Italia, Champions League e Campionato): l’ormai 39enne vorrà di sicuro chiudere la sua fantastica carriera regalando qualche altra gioia a sé stessa e ai tifosi. A mancarle, nel corso della sua attività sul Taraflex, c’è soltanto la medaglia olimpica: mai è riuscita ad andare oltre i quarti di finale. Un amaro in bocca che, chiaramente, non potrà colmare, ma è sicuramente compensato da tutte le soddisfazioni che è riuscita a togliersi nelle altre manifestazioni.

Francesca Piccinini in una partita dell'ItaliaCara Francesca, dopo 25 stagioni da professionista, hai ancora molti mesi per ripensare ed eventualmente ritornare sulle tue dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa. Perciò, questo, non è un saluto: è un omaggio. All’atleta, alla giocatrice, alla donna, al simbolo della pallavolo italiana che sei diventata in questi anni meravigliosi. Noi ci auguriamo che tu possa cambiare idea, ritrovando gli stimoli che non ti sono mai mancati, perchè si vede che non ti sei mai stancata di rimetterti in gioco. In caso contrario, possiamo affermare di essere stati onorati per aver potuto ammirare e commentare il più grande esempio della del nostro amato volley.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.