Forse il titolo di questo articolo sarà un po’ esagerato, magari un po’ estremo, ma quanto stiamo scrivendo vuole essere una provocazione, uno spunto di riflessione. La domanda è sorta la scorsa settimana, durante l’intervista che abbiamo fatto a Gabriele Maruotti (se non l’avete letta, fatelo immediatamente: imperdibile!). Lo schiacciatore di Fregene (cit.) ha sostenuto, parlando nello specifico della “sua” Roma, che ritiene difficile, se non impossibile, far coesistere nelle grandi città italiane il grande calcio e la grande pallavolo. Ma tale possibilità è veramente irrealizzabile?

PREMESSA. Mettiamo subito le mani avanti: non vogliamo creare polemiche sterili. Tutti noi siamo, chi più, chi meno, amanti del calcio: non giriamoci intorno, lo sport pallonaro “prende” quasi tutti. Riteniamo assurdo continuare a sostenere che “o ti piace il calcio, o ti piace il volley”: uno non esclude l’altro. La nostra vuole essere una considerazione soltanto sulla difficoltà che ha la pallavolo a imporsi nelle grandi città: tutto il resto dei problemi, al momento, non ci interessa. L’analisi non sarà puntigliosa (risulterebbe lunga e noiosa) e non giungeremo ad alcuna conclusione: ci piacerebbe sentire una vostra opinione.

Il Milan è una delle regina del calcio italiane e mondiali: qui è vincitore della Champions League nel 1989UN PO’ DI STORIA. Innanzitutto, ricordiamo ai meno studiati che il fulcro del calcio, per i motivi più disparati, si è insediato nel nord Italia, tra le città di Torino e Milano. Anche le altre grandi città italiane, a fasi alterne, hanno conosciuto una importante storia sportiva: Roma, Napoli, Palermo, Bari, Firenze, oltre a Genova, Bologna, Cagliari e via discorrendo. In tutti questi grandi centri il soccer si è insediato da tantissimi anni, già dai primi del ‘900: è un gioco che entusiasma e, complice anche la doppia vittoria nei Mondiali del 1934 e del 1938, subito diventa il “gioco del popolo“. Da qui in avanti rimarrà una passione tramandata di padre in figlio, impossibile da sradicare dal cuore di ognuno.
La pallavolo arriva in Italia successivamente. Inventata nel 1895, a differenza del calcio è inizialmente priva di un regolamento chiaro e uniforme; è protagonista di uno sviluppo continuo che le impedisce di approdare realmente nel Bel Paese se non nel Secondo Dopoguerra. I primi campionati sono rudimentali e completamente diversi da quelli che conosciamo noi oggi. Soltanto negli anni seguenti vi sarà una struttura definita e realmente stabile: siamo negli anni ’60, in cu si affacciano pian piano in Serie A grandi realtà come Firenze, Roma, Milano e Torino. Il boom si avrà solo negli anni ’90 col successo fatto segnare dalla Generazione di fenomeni. Contemporaneamente il calcio inizia a sfondare nei mass media e Torino e Milano continuano a farla da padrone nella scena sportiva… Va da sé che ciò che è già consolidato rimanga sempre predominante su ciò che sta praticamente nascendo. Ma poi? C’è dell’altro?

Modena Volley negli anni '80MANGIAPUBBLICO. Questo monopolio dell’attenzione si è fatto molto aggressivo nelle città sopra elencate. Nel momento in cui l’attenzione rimaneva focalizzata sul calcio, è stato difficile emergere per le altre realtà sportive, in particolar modo pallavolistiche. Contemporaneamente, in alcune città in cui il calcio arrancava, la pallavolo è emersa. Il caso lampante è quello di Modena, la città della pallavolo italiana per eccellenza, praticamente l’unico centro dove il volley è stato sempre masticato ad alti livelli. Gli emiliani da subito hanno costruito un seguito locale molto numeroso, che si è poi alimentato nel corso delle stagioni. Nelle metropoli, al contrario, non è mai scoccata la scintilla iniziale: i vari tentativi fatti non hanno mai messo radici. L’attenzione pubblica, sempre rivolta al calcio, ha spesso impedito ai non-conoscitori della pallavolo di poter dare un’occhiata al nostro sport. Se a un prodotto (lo sport è un prodotto) non viene data la possibilità di essere apprezzato da chi non l’ha mai visto, non potrà mai essere apprezzato. Ma non è che, magari magari, qualche volta non si sia fatto il massimo per pubblicizzare il movimento da parte degli addetti ai lavori?

La Mediolanum volley di Silvio BerlusconiLA FAME DI VITTORIE. Per infiammare i cuori delle persone che si affacciano ad un nuovo sport, ci vogliono nomi importanti e vittorie. Quindi soldi. Ma tutto ciò basta? Interessante su tutti è l’acquisto nel 1988 della squadra milanese da parte del gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi. L’idea del Cavaliere, quella di creare una polisportiva, riunendo sotto un’unica insegna le varie squadre sportive di Milano, era molto interessante. La holding non badò a spese, comprando campioni e investendo parecchio denaro. I risultati furono al di sotto delle aspettative e non si videro numeri di pubblico tali da giustificare un ritorno economico: il gioco non valeva più la candela, si chiuse baracca e burattini nel 1995. Da sottolineare anche l’esempio opposto della Perugia di Gino Sirci: una barca di soldi messi sul piatto, vagonate di fuoriclasse, successi (arrivati magari un po’ in ritardo) ed entusiasmo che è subito scoppiato in città. E sarà destinato a continuare, se qualcuno avrà ancora l’interesse a investire e impegnarsi in questa bella realtà. Vedasi quanto accade a Trento e a Civitanova da tanti anni. Che, però, sono soltanto delle province, non grandi città, in cui il calcio è assente dagli alti livelli.

La partita Serbia-Italia, giocata al PalaAlpitur di Torino, valevole per la Final Six dei MondialiPICCOLI NUCLEI. Tutti vi sarete accorti che, fuori dai maggiori centri in cui si gioca pallavolo ad alti livelli (Modena, Perugia, Trento e Civitanova, più qualche altro), il campionato è conosciuto veramente poco. L’italiano medio segue la Nazionale alle Olimpiadi e ai Mondiali, ma non conosce la Superlega. Non sa proprio niente oltre a Zaytsev, Juantorena e Giannelli. Così il volley continua ad alimentarsi intorno alle piccole realtà che vantano una presenza importante, vivendo magari dei lampi estivi ogni due anni, ma senza riuscire a sfondare veramente nelle città più importanti. A Milano, Roma e Torino si è parlato di pallavolo soltanto per il Mondiale, e neanche così tanto, ma per il resto zero assoluto. Quando Modena è andata a giocare a Napoli (contro Latina), il palazzetto non ha registrato cifre megagalattiche (nonostante non si respiri il grande volley sotto l’ombra del Vesuvio da tanto tempo e fosse presente l’uomo copertina del nostro sport, lo Zar): un migliaio e poco più di spettatori sono numeri irrisori, non nascondiamoci. Non c’è il clima, la cultura.

L'Olimpia Milano, la squadra di basket più vittoriosa d'Italia, gioca al Mediolanum Forum di AssagoCONTROTENDENZE. Per smentire la tesi iniziale di Maruotti, si potrebbero tirare in ballo vari esempi, tra cui quello delle polisportive che funzionano nelle maggiori città greche o spagnole. Interessante, nel nostro Paese, è però anche l’esempio dell’Olimpia Milano, la storica società lombarda di basket. Una squadra seguitissima in Italia, popolarità dovuta sia al prestigio (28 Scudetti!) sia alla storica e continua presenza ad alti livelli nel campionato. Però è interessante notare come, in una città calciofila come il capoluogo, anche la pallacanestro riesca ad emergere in modo importante. Non con numeri paragonabili al Milan o all’Inter, chiaramente, ma di assoluta rilevanza rispetto alle proprie concorrenti della Penisola.

La Revivre MilanoREVIVRE MILANO. E che ne sarà della “nostra” Milano? Ne parlammo giusto l’anno scorso… La Revivre sta compiendo passi graduali nel mondo delle grandi, con investimenti mirati e oculati: senza rischiare di fare il passo più lungo della gamba. Il cruccio che tanti si pongono è come attirare nuovi appassionati; un problema chiave, senza dubbio. Riusciranno a risolverlo?

Naturalmente un’analisi molto simile sarebbe altrettanto valida per la pallavolo femminile… Ma dilungarsi ulteriormente, come detto all’inizio, sarebbe eccessivo. Fatto sta che, al momento, le nostre grandi città non conoscono la pallavolo di alto livello. E secondo voi, sarà mai possibile per una grande città italiana essere la casa di una società di pallavolo in modo continuato nel corso degli anni? Siamo molto curiosi di leggere la vostra opinione! Cosa ne pensate: è solo il calcio il problema oppure il volley non sa pubblicizzarsi a dovere?

 

 

La foto di Modena è stata presa dal sito ufficiale di Modena Volley.

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