Era una notizia che ormai circolava da diversi mesi, una novità confermata da Carlo Magri prima e Bruno Cattaneo poi, una conferma ormai certa che oggi, durante il primo Consiglio Federale, la FIPAV ha comunicato in via ufficiale: Davide Mazzanti siederà sulla panchina della Nazionale Italiana per il percorso che lo condurrà fino ai Mondiali del 2018 e le Olimpiadi del 2020. Come è stato più volte ribadito, gli allenatori che presteranno servizio con la maglia azzurra non saranno più lasciati liberi di allenare un club: Mazzanti lascerà l’Imoco Volley Conegliano al termine di questa stagione sportiva.

Mazzanti è l’uomo giusto per la rinascita? Per la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica pallavolistica, . La restante parte di persone contrarie al suo insediamento in Nazionale è presumibilmente composta dai veneti dispiaciuti per l’addio all’Imoco: ci associamo al loro dispiacere, ma tant’è. La sua carriera da allenatore, che ha occupato praticamente la sua intera vita sportiva, inizia prima nelle giovanili delle squadre marchigiane e poi prosegue come vice-allenatore e allenatore tra la B1 e l’A1. Viene ingaggiato nel 2005 nello staff della nazionale e contemporaneamente allena, nel 2005/06, la Santeramo e nella stagione successiva la Teodora Ravenna, nella massima categoria. Per un annmazz bergo viene incaricato come vice a Bergamo per poi passare alla guida del Club Italia (2009/10). Fa ritorno nella Foppa dove rimane per due stagioni vincendo nel 2011 Scudetto e poi Supercoppa: nella squadra militava Serena Ortolani, atleta con cui vincerà altri trofei e che sposerà. Viene ingaggiato nel 2012 a Piacenza ma il suo incaricò termina a metà stagione. L’anno successivo approda alla corte di Casalmaggiore: proprio nel 2015, al termine di una finale Scudetto infinita, trionfa cucendosi al petto il suo secondo Tricolore. Viene ingaggiato nel 2015 dall’Imoco Volley Conegliano, società a cui è ancora legato, vincendo al primo tentativo Scudetto e Supercoppa, oltre al recente trionfo in Coppa Italia.

Ma è proprio lui la persona che serviva all’Italia? Per noi assolutamente sì, per ben 3 ragioni: 1) è giovane, ha entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco: alla Nazionale sono fattori che servono come il pane; 2) è vincente, nonostante la giovane età ha già messo in bacheca diversi trofei e l’esperienza non gli manca; 3) ha coronato il sogno di ogni Pallavolista Brutto, ossia riuscire a sposare una pallavolista bella. Noi puntiamo tutto su di lui. All in. Ma come giocherà questa nazionale col nuovo tecnico? Poche certezze al momento. Ci sono tante giocatrici a disposizione, è più probabile una prosecuzione del lavoro di Bonitta (e Lucchi) che uno stravolgimento totale. Al palleggio pare cmazz itahe si continuerà a incoraggiare la crescita di Orro e Malinov (allenata a Conegliano), magari con l’innesto di Cambi. Difficile che punti sulla rinascita di Signorile, l’inserimento di Ferretti e sull’ennesima richiamata di Lo Bianco. Nel ruolo di opposto ci sono tante scelte da fare: Diouf, l’eterna Centoni, le giovani Nicoletti e Egonu… Le due bande, con l’addio di Del Core, saranno scelte tra Ortolani (difficile che ne faccia a meno), Sylla, Guerra, Gennari, Caterina BosettiTirozzi, con queste due probabilmente favorite, a meno che non scelga di mettere Egonu, imprescindibile al momento, in posto 4. Dovrà lavorare molto sulle centrali: difficile il ritorno di Guiggi, a disposizione ci saranno Chirichella, una rivitalizzata Folie, Danesi (elementi questi ultimi due che può testare nell’Imoco) e Bonifacio. Avrà da scegliersi il libero: De Gennaro sembra un gradino sopra tutte, ma stanno facendo benissimo anche Sansonna, Leonardi e Parrocchiale.

Qualsiasi squadra porterà agli impegni in programma, il coach marchigiano avrà il difficile compito di ridare entusiasmo a un gruppo che, dopo l’avventura olimpica, ha smarrito il sorriso e ha messo in campo prestazioni deludenti. Dalla sua ha il totale appoggio della Federazione e il tempo di raccogliere ciò che ha seminato la direzione  precedente, che ha puntato sul rinnoMaz Ortvamento generazionale (innestando Orro, Malinov, Sylla, Egonu, Guerra, Danesi). Avrà a disposizione molti mesi che lo avvicineranno agli Europei 2017 in cui potrà lavorare in palestra scegliendo accuratamente il gruppo solido di 10-12 atlete che lo accompagneranno fino a Tokyo 2020. Noi, certi che il ct porterà anche una ventata di cattive maniere, auguriamo il meglio alla Nazionale che, dopo il Mondiale in casa del 2014, ha bisogno e merita di rilanciarsi sul palcoscenico internazionale. Siamo convinti che la strada intrapresa può essere vincente: Forza Davide, forza ragazze!

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