Cardullo eterna: 500 presenze!

È molto difficile per noi parlare in modo serio e dignitoso al cospetto di una leggenda della pallavolo e dello sport italiano. Un colosso della nostra nazionale, nonostante l’altezza modesta, che ha portato la nostra rappresentativa femminile a vincere 1 oro Mondiale, 2 ori e altrettanti argenti nei campionati Europei, 2 secondi e 2 terzi posti nel World Gran Prix, 1 oro in Coppa del Mondo e 1 in Grand Champions Cup, solo per citare i successi ottenuti in maglia azzurra. Questa incredibile giocatrice domenica, nel match della sua Foppa contro Monza, ha toccato 500 presenze a referto nella sua carriera (di cui la stragrande maggioranza calcando il terreno di gioco), considerando le ben 289 (289!!) presenze con i colori della nostra Nazione. Ad oggi, solo 4 altre giocatrici italiane hanno tagliato questo traguardo.

Parafrasando Lucianone (non De Cecco), potremmo cantare a Pally «una vita da libero, a recuperar palloni nato senza i centimetri buoni». Eh sì, perché se nel calcio avere i piedi triangolari limita fortemente la tua carriera, nel volley i 162 centimetri della Cardullo le hanno fatto ben presto capire che, forse, il centrale non sarebbe mai stato il suo ruolo standard. Meglio buttarsi su qualcosa più “alla mano”, quel ruolo così diverso e così moderno che passa sempre in secondo piano, il ruolo in cui se non hai rapidità, scatto e due polmoni da mediano non vai da nessuna parte. La piemontese (ma romagnola d’adozione, a suo dire) allora accetta, suo malgrado, questo impiego dai più sottovalutato e fa della sua limitata altezza un punto di forza.

Inizia la sua carriera nella squadra del suo paese, ad Omegna, nel 1996. Passa nel 1999 nell’Agil Volley dove, prima a Trecate e poi a Novara, rimane per ben 10 stagioni dove si guadagna l’altra maglia azzurra e la fama di fenomeno. Sono gli anni degli incredibili successi in Nazionale (epica la cavalcata di Germania 2002), ma anche di alcune delusioni nel suo club: pur sfiorandolo, non riesce a portare a casa il titolo di Campione d’Italia, uno dei pochi trofei su cui il suo incredibile palmarès non può (ancora) contare. Si aggiudica “solo” 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe Italiane e 1 Coppa Cev, oltre a trofe

i minori. Milita per due stagioni a Villa Cortese dove vince altre 2 Coppe Italia. L’anno successivo (2011/12) è segnato dalla migrazione verso la Francia, al Racing Club de Cannes, dove conquista entrambi i titoli nazionali. Nella stagione 2012/13 torna a Villa Cortese nel quale, a causa di uno sfortunato infortunio, non gioca per tutta la stagione. Si ritrova quindi alla Liu-Jo Modena e poi nel 2014 a Forlì, da cui rescinde nel dicembre dello stesso anno. Si accasa allora alla River Volley di Piacenza fino all’estate del 2015, quando viene ingaggiata dalla Foppapedretti Bergamo, società in cui tutt’ora milita, aggiudicandosi nell’ultima stagione la sua quarta Coppa Italia. Ma forse, ancora più delle vittorie ottenute sul campo, sono la sua incredibile bravura nell’attirare tantissime persone alla pallavolo e alla sua capacità di aver fatto innamorare moltissime ragazze del ruolo del libero a renderla una campionessa unica.

Adesso, a quasi 35 anni, dopo anni e anni vissuti alla grande, fa quasi tenerezza vedere Pally accomodarsi in panchina, spesso con la maglia da banda, ed entrare per una insolita battuta e difendere nei finali di set tutto il difendibile dalla seconda linea. Dal canto suo, però, espressione di professionalità e immensa umiltà, mai una polemica, sempre ad incoraggiare le compagne in campo nei time-out, solo elogi per la sua collega Suelen (rivelazione del campionato) e accettazione dell’indigesto ruolo di comparsa di lusso.

E adesso si prospetta un finale di stagione impegnativo, che vede le orobiche fuori dalle finali di Coppa Italia di Firenze, attualmente in quarta posizione nella regular season del campionato, senza un opposto di ruolo ma con il talento di Lo Bianco al palleggio e la disponibilità al sacrificio di Cardullo. Caro Stefano Lavarini, non siamo allenatori, ma dopo 500 partite non ce la facciamo a non veder Paola volare in campo… In bocca al lupo!

Gianluca Leone :Io nella pallavolo sono sempre stato Opposto. Ad essa:

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